A oggi, il Ministero dell’Istruzione ha autorizzato appena il 19% degli interventi di recupero infrastrutturale previsti per gli edifici scolastici, ed è stato erogato soltanto l’1% delle risorse a disposizione. Dei circa 30.000 interventi autorizzati solo 19.000 sono stati conclusi.
La promessa era che con il PNRR sarebbero state realizzate 195 nuove scuole, per 2.158 interventi sull’edilizia scolastica esistente. Una goccia nel mare considerati i 20.000 edifici bisognosi di intervento, ma comunque un primo, sia pur timido passo.
Il tempo scorre veloce. Per la messa in sicurezza e riqualificazione, il termine per la progettazione definitiva era fissato al 31 agosto scorso, termine superato senza neppure la predisposizione del decreto ministeriale necessario per individuare gli interventi finanziati nelle Regioni.

La Scuola si conferma sempre un buon proclama elettorale, ma sembra non meritare attenzione quando poi si tratta di fare. Negli ultimi anni, nessun intervento è stato svolto neppure a fronte delle rinnovate esigenze di riorganizzazione connesse alla recente emergenza sanitaria.
Eppure lo stato di degrado nel quale versano gli istituti italiani è conclamato.
L’80% degli edifici non è stato disegnato e progettato per l’attività didattica; il 65,1% delle scuole è stato costruito prima della normativa antisismica, e il 90,4% prima della legge in materia di efficienza energetica. Solo una scuola su due ha certificati di collaudo e idoneità statica e sono poco di più quelle con il certificato di agibilità.
Strutture fatiscenti e prive dei requisiti minimi di sicurezza, inadeguate alle esigenze formative e culturali. Gravemente ignorate le esigenze speciali dei ragazzi con diverse abilità.

È l’indice dell’attenzione riservata ai giovani e alla formazione.

Un recupero potrebbe contribuire in modo considerevole anche alla rinascita e allo sviluppo delle realtà urbani minori, regalando alla popolazione centri di aggregazione culturale e sociale insostituibili, come solo le scuole possono essere. Servono nuovi modelli di scuola, che si apra al territorio e lo accolga, punto di riferimento per i giovani anche oltre le attività strettamente scolastiche.

Meritocrazia Italia invoca sollecitudine negli interventi, perché l’opportunità offerta dal PNRR sia colta. Per questo è necessario in primis abbattere le barriere burocratiche, che rendono le procedure lente e farraginose e non aiutano la lotta all’illegalità, che anzi favoriscono. Semplificare non significa ridurre la garanzia di qualità degli interventi.
Con grande fiducia nel nuovo Ministero dell’Istruzione e del Merito, Meritocrazia chiede massimo impegno nel raggiungimento di obiettivi prioritari, per un effettivo miglioramento dell’intera rete infrastrutturale, scolastica e universitaria, con riadeguamento di strutture esistenti e recupero immobili dismessi, efficientamento energetico, messa in sicurezza, valorizzazione di aree all’aperto e creazione di spazi da destinare a biblioteche, sale studio, laboratori, centri sportivi e informatici, fruibili anche in orario non curricolare e utile punto di riferimento non solo culturale ma anche sociale

Stop war.

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Fonte: A rischio i bandi per l’edilizia scolastica: sia la Scuola la prima emergenza

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