Alluvione del Veneto 2010, Zaia ricorda vittime, volontari e la ricostruzione sedici anni dopo

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Alluvione Veneto 2010, una strada di Vicenza invasa dall’acqua durante l’emergenza

L’alluvione Veneto 2010 viene ricordata sedici anni dopo da Luca Zaia, che richiama le vittime, la solidarietà dei cittadini e il percorso di ricostruzione e sicurezza idraulica.

Tra il 31 ottobre e il 2 novembre 2010 precipitazioni eccezionali provocarono una delle emergenze più gravi della storia recente regionale. I dati e le attività di prevenzione restano al centro del lavoro della Protezione civile del Veneto.

Zaia ricorda tre vittime, 550 mila cittadini coinvolti, oltre 14 mila evacuati, 140 chilometri quadrati allagati e quasi quattromila imprese fermate. Furono 327 i Comuni che segnalarono danni, mentre l’autostrada A4 rimase chiusa per quattro giorni. Vicenza fu tra i territori più colpiti, come documentano le ricostruzioni sulla piena del Bacchiglione.

Alluvione Veneto 2010, dalla crisi alla sicurezza idraulica

Il presidente del Consiglio regionale ricorda la dichiarazione dello stato di crisi e il successivo stato di emergenza nazionale. Richiama inoltre la visita di Silvio Berlusconi, Umberto Bossi e Guido Bertolaso nei territori colpiti e l’annuncio di uno stanziamento da 300 milioni di euro.

Negli anni successivi, afferma Zaia, furono avviati interventi per famiglie e imprese e un piano per la sicurezza idraulica con 23 bacini di laminazione previsti, tredici dei quali già realizzati. Dal 2010 gli investimenti indicati ammontano a 2,1 miliardi di euro, con oltre tremila cantieri.

Il ricordo più forte riguarda volontari, Vigili del fuoco, Protezione civile, forze dell’ordine, militari, amministratori e cittadini che lavorarono nel fango. L’alluvione Veneto 2010, conclude Zaia, resta una lezione sulla vulnerabilità del territorio e sulla capacità delle comunità di reagire.

Foto: The Palladian Traveler, alluvione di Vicenza del 2010.