
La Giunta regionale del Veneto ha approvato la perimetrazione delle aree di salvaguardia attorno ai punti di captazione idropotabile nel bacino Bacchiglione, recependo il parere favorevole espresso dalla Commissione Tecnica Regionale Ambiente lo scorso 16 aprile.
Ovvero le aree di protezione della risorsa idrica relative al territorio interessato dal progetto di ampliamento del sito di gestione rifiuti a Montecchio Precalcino, nel Vicentino, presentato da Silva, società controllata dal Gruppo Ecoeridiana.
L’elaborato – lo ricordiamo -, lo scorso 13 marzo ha incassato il parere negativo della Conferenza dei servizi in Provincia di Vicenza. Il privato, a seguito del diniego, valutava la possibilità di ricorrere contro la decisione.
Insieme al tema della salute, quello delle aree di salvaguardia dell’acqua è stato il fulcro tecnico e politico dell’opposizione all’impianto messa in piedi e portata avanti dal Comitato Tuteliamo la Salute con anche il supporto della società civile e di rappresentanti politici del territorio.
Le aree di salvaguardia sono perimetrazioni volte a proteggere le captazioni di acqua potabile da possibili contaminazioni. Il progetto Silva riguarda l’area ex Safond Martini, già tristemente nota alle cronache ambientali del Vicentino, e ricadente nell’area dei comuni di Montecchio Precalcino, Dueville e Villaverla. Ovvero, una zona ad elevata vulnerabilità idrogeologica, situata sopra il sistema di falde che alimenta gli acquedotti di Vicenza e Padova, servendo oltre 300.000 utenti.
Il provvedimento odierno della Giunta regionale si inserisce nell’ambito delle attività previste dal Piano di Tutela delle Acque e dalla normativa nazionale, con l’obiettivo di garantire la qualità e la sicurezza delle risorse destinate al consumo umano.
“Con questa deliberazione il percorso sulle aree di salvaguardia prosegue, nei tempi annunciati”, dichiara l’assessore regionale all’Ambiente del Veneto, Elisa Venturini. “La Giunta recepisce la posizione espressa dalla Commissione Tecnica Regionale Ambiente e prosegue nel lavoro di individuazione delle aree necessarie alla tutela della risorsa idrica”.
L’iter ha previsto un processo tecnico-amministrativo articolato che ha coinvolto i Consigli di Bacino, la struttura regionale e la Commissione tecnica, fino all’approvazione finale da parte della Giunta.





































