
Dopo la notizia di ieri che il Consiglio di Stato ha confermato che i responsabili dell’inquinamento da Pfas provocato dal sito produttivo ex Miteni a Trissino sono le aziende Mitsubishi, Eni Rewind e il gruppo Ici, così come individuate a suo tempo dalla Provincia di Vicenza, si sono mossi i commenti da parte dei politici locali che parlano di “sentenza storica“. Le tre multinazionali stanno già partecipando ai lavori di messa in sicurezza, ma la sentenza del CdS le vincola, in quanto soggetti responsabili, a compiere la bonifica ex Miteni per un costo che si aggira intorno ai 100 milioni. In caso contrario, scatterebbe una denuncia per omessa bonifica.
Cristina Guarda: “Chi ha inquinato paghi”
PRC Vicenza: “Giustizia non è ancora fatta”
La Segreteria Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Vicenza sottolinea come il risultato storico sia stato opera delle Mamme No Pfas e dei comitati cittadini, non delle istituzioni.
“Gli uomini che hanno gestito Miteni, però, sono liberi. Gli otto manager escono indenni: assolti in sede penale, ora scagionati anche sul fronte amministrativo. Hanno saputo che la gente beveva veleno. Hanno aspettato. Non pagano nemmeno per questo. Il diritto borghese funziona esattamente come è stato costruito: protegge i potenti e scarica i costi sulla collettività. I profitti erano privati. I danni sono collettivi” evidenzia il PRC.
La segreteria continua la nota affermando come la bonifica ex Miteni da 85 milioni sia ancora sulla carta e con tempi incerti di conclusione. Per il PRC la battaglia non è finita, confermando la propria solidarietà e vicinanza ai comitati direttamente coinvolti nella lotta ai PFAS.
Dalla Pozza e Luisetto (Pd): “Bonifica ex Miteni: ora la Regione garantisca sostegno per realizzare interventi a tutela della salute pubblica e dell’ambiente”
I consiglieri regionali del Partito Democratico, Antonio Dalla Pozza e Chiara Luisetto sottolineano l’importanza e la portata della sentenza del Consiglio di Stato che stabilisce le responsabilità e individua nelle multinazionali i soggetti che dovranno farsi carico delle spese per la bonifica. Ma ora “deve aprirsi la fase operativa degli interventi che ci auguriamo si realizzi nel modo più efficace e nei tempi più rapidi” affermano di concerto.
“Riteniamo che la Regione, a livello di supporto tecnico, ma anche nelle sue funzioni di tutela sanitaria e ambientale, debba ora impegnarsi per fornire il massimo sostegno agli enti territoriali. Sarà infatti fondamentale procedere in modo spedito alfine di risolvere i nodi critici che rimangono aperti e fare in modo che questa sentenza rappresenti davvero un punto di svolta a beneficio di un’area che ha pagato a carissimo prezzo questo disastro” concludono i consiglieri regionali.






































