Pfas Miteni, Consiglio di Stato dà ragione a Provincia Vicenza su aziende responsabili

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Il Consiglio di Stato ha confermato che i responsabili dell’inquinamento da Pfas provocato dal sito produttivo ex Miteni a Trissino sono le aziende Mitsubishi, Eni Rewind e il gruppo Ici, così come individuate a suo tempo dalla Provincia di Vicenza.

L’organo, supremo giudice della giustizia amministrativa italiana, ha respinto gli appelli presentati dalle aziende contro analoga sentenza del Tar Veneto del 6 maggio 2024 sul provvedimento della Provincia di Vicenza di individuazione dei responsabili della contaminazione del sito produttivo nel vicentino.

Mitsubishi, Eni Rewind e il gruppo Ici sono intervenuti nel percorso di messa in sicurezza e di bonifica del territorio (quest’ultima non ancora completata, ndr), ma sempre dichiarandosi “soggetti non responsabili”.

“Grazie alla pronuncia del Consiglio di Stato viene chiarito che lo devono fare in quanto responsabili e ciò – chiarisce l’avvocatura dell’ente provinciale –, offre all’amministrazione lo strumento della ‘denuncia per omessa bonifica’, qualora uno di essi dovesse tirarsi indietro”.

Ora, si attende la pronuncia del Consiglio di Stato anche sul ricorso della società Manifattura Lane Gaetano Marzotto e Figli, che la Provincia ha individuato tra i responsabili assieme a Mitsubishi, Eni Rewind e al gruppo Ici, e su cui il Tar Veneto ha già dato ragione alla Provincia.

“Una sentenza storica – il commento del presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin – che certifica il buon operato della Provincia, dei suoi tecnici e avvocati, che hanno individuato i responsabili di un vero e proprio disastro ambientale e hanno raccolto le prove a loro carico. Sono stati messi definitivamente nero su bianco i nomi di chi si deve occupare della bonifica dell’area: ora dobbiamo con loro definire le pratiche di bonifica, con la consulenza degli esperti del settore, con i tecnici della Regione Veneto, di Arpav, della Provincia, per individuare il percorso che porti non solo alla messa in sicurezza dell’area, ma alla vera e propria bonifica. Un percorso, e un progetto, che saranno illustrati e condivisi con i cittadini e con le associazioni che da anni si battono per avere giustizia a seguito dei danni subiti da questo inquinamento e per avere, soprattutto, acqua pulita”.