Beni confiscati nel Vicentino, Pretto: «La Regione segua le linee guida Antimafia»

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Beni confiscati nel Vicentino: Erik Pretto durante un incontro pubblico sulle mafie
Erik Pretto interviene durante un incontro pubblico dedicato alle mafie e alla gestione dei beni confiscati.

Beni confiscati nel Vicentino, Pretto sostiene la nuova unità regionale Antimafia e richiama il lavoro svolto per aiutare enti locali e terzo settore.

Il deputato vicentino Erik Umberto Pretto, oggi esponente di Forza Italia e coordinatore del Comitato parlamentare sulla gestione dei beni sequestrati e confiscati, accoglie positivamente l’annuncio della nuova unità organizzativa regionale Antimafia. La struttura, secondo quanto comunicato dal presidente del Veneto Alberto Stefani, dovrà sostenere comuni e organizzazioni del terzo settore nel riutilizzo dei patrimoni sottratti alla criminalità organizzata.

La presa di posizione arriva dopo l’istituzione della struttura regionale dedicata all’Antimafia e ai beni confiscati, già annunciata il 14 agosto. Il nuovo elemento è il richiamo di Pretto al lavoro della Commissione bicamerale e alla dimensione concreta del fenomeno nella provincia di Vicenza.

Beni confiscati nel Vicentino, il dato richiamato da Pretto

Nella nota diffusa il 15 agosto, Pretto afferma che la diffusione del «Vademecum per gli enti locali» avrebbe contribuito alla consegna gratuita alle amministrazioni di 76 immobili tra il 2022 e il 2023 nel territorio provinciale vicentino. Si tratta di un dato attribuito al parlamentare, già richiamato in documenti amministrativi locali, che evidenzia la necessità di accompagnare i comuni non soltanto nell’assegnazione, ma anche nella progettazione del successivo riutilizzo sociale.

Il deputato sostiene che una cabina di regia regionale possa diventare il punto di contatto per amministrazioni grandi e piccole, coordinando progetti, finanziamenti, ristrutturazioni e rigenerazione dei beni. L’obiettivo dichiarato è evitare che immobili già sottratti alle organizzazioni criminali restino inutilizzati per carenza di informazioni, risorse tecniche o capacità progettuale.

Le indicazioni della Commissione parlamentare Antimafia

Il tema è stato affrontato anche nella relazione parlamentare sull’adeguamento alla direttiva europea 2024/1260. Il documento, elaborato dal Comitato coordinato da Pretto, richiama il ruolo di regioni, enti locali e terzo settore nella gestione e destinazione dei patrimoni confiscati e indica l’utilità di strutture territoriali di coordinamento.

Pretto esprime quindi soddisfazione per la decisione della Regione Veneto, che considera coerente con quelle indicazioni, e auspica una collaborazione istituzionale stabile. La valutazione politica resta distinta dall’effettiva operatività dell’unità: modalità di funzionamento, personale, risorse e tempi di avvio dovranno essere precisati nei successivi atti regionali.

Un passaggio operativo ancora da definire

Per i cittadini e le amministrazioni del Vicentino, il punto decisivo sarà verificare se la nuova struttura riuscirà a ridurre i tempi e le difficoltà che separano la confisca dall’utilizzo concreto. La restituzione alla comunità può assumere forme diverse, dagli spazi per servizi sociali alle sedi istituzionali, fino a progetti gestiti dal volontariato. L’annuncio apre dunque una fase attuativa che dovrà essere seguita attraverso provvedimenti, finanziamenti e risultati verificabili.