Autonomia veneta, Cendron si astiene: «Quattro materie senza risorse adeguate»

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Cendron si astiene sull’autonomia veneta in Consiglio

Rossella Cendron condivide il principio dell’autonomia ma giudica limitate le intese approvate e chiede competenze accompagnate da risorse concrete.

Cendron si astiene sull’autonomia veneta perché considera insufficienti gli schemi d’intesa sottoposti al Consiglio regionale. La consigliera delle Civiche Venete ricorda di avere votato sì al referendum del 2017, ma distingue il sostegno al decentramento dal giudizio sui contenuti approvati. La posizione è stata diffusa dalla sala stampa del Consiglio regionale del Veneto.

Cendron concentra le critiche sulle quattro materie: protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa e, per la sanità, coordinamento della finanza pubblica. Evidenzia inoltre la clausola che prevede l’attuazione senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, interpretandola come un limite alla possibilità di ottenere personale e strumenti finanziari aggiuntivi.

Secondo la consigliera, le ordinanze in deroga della protezione civile resterebbero sottoposte ad autorizzazione statale, gli elenchi regionali delle professioni avrebbero un perimetro ridotto e le funzioni previdenziali sarebbero soprattutto gestionali. Anche nella sanità, sostiene, non arriverebbero risposte strutturali ai vincoli di spesa.

Cendron si astiene sull’autonomia veneta e chiede più risorse

La consigliera attribuisce alla maggioranza la responsabilità di avere alimentato aspettative più ampie nei nove anni successivi al referendum. Le sue sono valutazioni politiche, distinte dal dato istituzionale dell’approvazione degli schemi e dalle successive fasi del negoziato nazionale.

Il contenuto del voto e le materie interessate sono riepilogati nell’approfondimento sull’autonomia differenziata del Veneto. Cendron non vota contro proprio perché continua a condividere il principio costituzionale della sussidiarietà e della vicinanza delle decisioni ai cittadini.

La richiesta è di considerare queste intese soltanto come punto di partenza. Tra le priorità indica risorse per assumere medici e infermieri, ridurre le liste d’attesa, programmare scuola e formazione in relazione al sistema produttivo e rafforzare prevenzione del dissesto e sicurezza del territorio.

Con la scelta annunciata, Cendron si astiene sull’autonomia veneta per segnalare una distanza tra le promesse politiche e il testo attuale, chiedendo che competenze, responsabilità e risorse procedano insieme.