Contanti preferiti sotto i 50 euro: i dati Bankitalia

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Contante
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Le economie più avanzate tendono ad essere caratterizzate da un minor uso del contante, dovuto a un più facile accesso ai servizi bancari e un portafoglio più ampio di opzioni di pagamento digitale. Nonostante ciò in Italia più del 60% delle transazioni nei punti vendita fisici, avviene utilizzando denaro contante.

I dati sull’utilizzo del contante sono stati diffusi da Banca d’Italia e mostrano come, nel nostro Paese, sia ancora stretto il legame con i metodi di pagamento tradizionali nella vita di tutti i giorni e soprattutto quando si tratta di cifre ridotte. Ma non si tratta di comportamenti immutabili. Infatti, rispetto a cinque anni fa, l’uso del denaro contante si è ridotto del 20%, quello di carte di pagamento è raddoppiato, e hanno cominciato a farsi largo gli strumenti più innovativi. Parliamo del mobile payment che attualmente ricopre il 5% delle transazioni effettuate presso i punti vendita fisici.

Nel biennio 2020-2021, lo Stato ha cercato di incentivare l’uso dei pagamenti digitali con formule come il cashback, uno strumento che mirava a disincentivare l’uso del contante a favore di modalità di pagamento tracciabili. Tale programma aveva come obiettivo quello di cambiare le abitudini dei cittadini, verso una cashless society. Ma il passaggio completo non è mai avvenuto, come invece in altri stati europei. L’opzione del cashback però è utilizzata su molte piattaforme, come forma di incentivo per gli utenti a effettuare spese o ricariche, ricevendo una parte del proprio denaro indietro.

L’uso del contante nel panorama mondiale

A livello internazionale, l’uso del contante resta un fattore di forte differenziazione tra le economie avanzate e quelle che non lo sono. Al primo posto per uso del contante, con il 98% delle transazioni, c’è il Myanmar, seguito da Etiopia e Gambia con il 95%, Cambogia, Laos, Libano, Pakistan, Nepal e, unico caso europeo, l’Albania con il 90%. L’Italia con il suo 62% si colloca al pari del Sud Africa, con comportamenti simili a quelli di Austria, Perù, Cile, Giappone.

I paesi in cui si usano meno contanti, con circa il 90% di transazioni con metodi cashless sono la Corea del Sud, Norvegia, Cina, Islanda, Australia, Scozia, Inghilterra. Nel rapporto pubblicato da Bankitalia sulle attitudini dei consumatori italiani si evidenzia come l’uso del contante sia preferito principalmente per le transazioni inferiori ai 50 €. La principale alternativa al contante è rappresentata dalle carte, sia in termini quantitativi, sia in termini di valore.

Gen Z e Millenials preferiscono metodi innovativi

Rispetto all’area euro l’Italia mostra una maggiore dipendenza dai contanti, ma molto dipende dalle somme da pagare. Infatti se andiamo a guardare l’importo medio delle transazioni, si nota come per i contanti sia di 23 €, per le carte di pagamento di 34 €; sale a 42 € per i pagamenti mobile e 53 € per altri strumenti. Dunque è chiaro che la scelta sia influenzata dall’importo da pagare e che per cifre piccole si prediligono i contanti.

Non si evidenzia un gender gap di rilievo, quindi tra uomini e donne i comportamenti di pagamento sono simili. Ma questi cambiano in base alla fascia d’età. Gli italiani over 65, infatti, mostrano di fare un maggiore affidamento ai contanti, con il 66% delle transazioni pagate in questo modo. Gli appartenenti alla fascia d’età under 24 sono coloro che utilizzano di meno i contanti. Più in generale la generazione Z e i millennials, che comprendono persone di età tra i 18 e i 39 anni, sono quelli più propensi a utilizzare strumenti di pagamento innovativi, come quelli di mobile payment.

Pagamenti online e contanti in tasca

Per quanto riguarda i pagamenti online, le carte tradizionali continuano a essere lo strumento più utilizzato. Nel 2024, sono state usate nel 51% dei casi. Crescono le soluzioni di e-payment, arrivate al 28%. Diminuisce invece l’utilizzo di trasferimenti bancari, come i classici bonifici, che hanno riguardato solo il 7% delle transazioni, a fronte del 13% nel 2022. I dati relativi ai comportamenti online mostrano come le carte di pagamento siano lo strumento più usato, se si considerano tutte le transazioni, sia fisiche che sul web.

L’importanza dei contanti ritorna nei momenti di crisi. Lo ha raccomandato anche la Bce, ricordando ai cittadini europei di assicurarsi si avere con sé sempre del denaro. Blackout, attacchi hacker o peggio, potrebbero mandare fuori uso i pagamenti elettronici. Per non farsi trovare impreparati si consiglia di tenere a portata di mano almeno 70/100 euro a persona. Non si tratta di un invito a tornare indietro, ma a essere pronti in caso non sia possibile effettuare pagamenti elettronici o prelievi. Il che in tempi di crisi internazionali come quelli che viviamo ha sempre più senso.

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