Contro la dispersione scolastica, concretezza e determinazione

L’Italia è il quarto Paese in Europa per abbandono scolastico. Mentre al nord e al centro si è prossimi al 10%, al Sud la percentuale di giovani che lasciano gli studi è più vicina al 20%. Per contrastare questo fenomeno, che si intreccia con quello della povertà educativa, ormai diffusissimo su tutto il territorio nazionale, sono stati stanziati 1,5 miliardi di fondi del PNRR, che dovranno essere utilizzati per il supporto alle fragilità e il superamento delle difficoltà nella prosecuzione del percorso di studi.

Più del 50% di questi fondi sarà destinato alle scuole del mezzogiorno, ma non mancano perplessità.
In particolare, sulle modalità di erogazione dei finanziamenti, che verranno distribuiti a pioggia ma secondo i criteri resi noti con la nota dello scorso 24 giugno. Parametri non previamente condivisi con le parti sociali e che si prestano a iniquità e irragionevoli disparità di trattamento. Portano anche il rischio che si compromettano durata ed efficacia delle misure previste, che potrebbero rivelarsi estemporanee e non durature.

Indispensabile, al contrario, stabilire un piano organizzativo a lungo termine idoneo a contrastare lo spreco di risorse e, al contempo, a fornire supporto costante alle Scuole, nell’esclusivo interesse degli studenti.

Il Dipartimento Giovani di Meritocrazia Italia auspica misure effettive ed efficaci volte ad arginare il fenomeno e, a lungo termine, eliminarlo.

In tale prospettiva è indispensabile una revisione dei criteri di riparto delle risorse, per una più equa distribuzione.
Gli interventi prioritari inoltre dovrebbero essere:
– la creazione di percorsi di potenziamento, da svolgere in orari diversi da quelli scolastici, che offrano supporto costante durante tutto l’anno scolastico agli studenti con carenze e difficoltà, affinché questi non si sentano abbandonati e non si scoraggino nel proseguire il percorso scolastico;
– l’istituzione di uno sportello scolastico dell’ascolto, ove possibile con la presenza di uno psicologo, che possa interloquire con gli studenti al fine di intercettare problematiche e situazioni critiche che potrebbero incentivare l’abbandono scolastico nonché garantire che il percorso didattico venga svolto in pieno welfare;
– la realizzazione di spazi di studio collettivi, sia nelle mura scolastiche che all’esterno, come aule studio e centri ricreativi per istituire così un punto di riferimento, un luogo ‘sicuro’ dove studiare e allo stesso tempo socializzare con compagni e docenti, al fine di consolidare il rapporto studenti-scuola quello tra gli studenti.

Se la famiglia è il primo luogo di socializzazione e apprendimento, insieme alla Scuola, è proprio lì che i giovani dovrebbero imparare ad abituarsi a comportamenti virtuosi e formare le proprie coscienze al fine di comprendere l’importanza e la centralità della Scuola.
Parta quindi dai genitori la spinta a proseguire il proprio percorso didattico e arricchire la propria formazione.
Sia rivolto ai docenti il monito per la massima attenzione rispetto a propensioni e abilità, in modo da saper stimolare costantemente la conoscenza delle proprie aspirazioni e la motivazione per realizzarle.

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Fonte: Contro la dispersione scolastica, concretezza e determinazione – BOLLETTINO 30.06.22

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