
Il credito continua a rappresentare uno dei principali ostacoli per artigiani e piccole imprese del Vicentino e del Veronese. Se il Nord-Est si conferma l’area italiana con le condizioni di accesso ai finanziamenti più favorevoli, il costo del denaro resta elevato quando si tratta di prestiti di importo contenuto, quelli più richiesti dalle micro e piccole aziende per sostenere investimenti o esigenze di liquidità.
È quanto emerge da un’elaborazione di CNA su dati della Banca d’Italia aggiornati al 31 dicembre 2025.
Piccolo credito imprese: i tassi restano elevati
L’analisi evidenzia come, nel Nord-Est, il costo del credito aumenti sensibilmente al diminuire dell’importo richiesto.
Per i finanziamenti destinati agli investimenti, il TAEG medio si attesta al 3,76%, il più basso tra le macroaree italiane. Tuttavia, se per prestiti superiori a un milione di euro il tasso medio è del 3,44%, per quelli fino a 50 mila euro sale al 5,87%.
La situazione è ancora più penalizzante per le imprese che chiedono liquidità. In questo caso il TAEG medio nel Nord-Est è del 4,56%, ma raggiunge l’8,23% per i finanziamenti inferiori a 50 mila euro, contro il 3,33% applicato alle operazioni superiori al milione di euro.
Una differenza di quasi cinque punti percentuali che, secondo CNA Veneto Ovest, continua a penalizzare soprattutto le realtà di minori dimensioni.
CNA: “Così si frenano investimenti e competitività”
“Le imprese del nostro territorio operano in un contesto che, rispetto ad altre aree del Paese, offre condizioni di accesso al credito relativamente migliori. Questo però non significa che il problema sia risolto – commenta il presidente di CNA Veneto Ovest, Diego Stimoli -. Per un artigiano o una piccola impresa chiedere 30 o 40 mila euro significa spesso acquistare un macchinario, investire in innovazione, sostenere il capitale circolante o affrontare un momento di tensione finanziaria. Se proprio questi finanziamenti continuano ad avere costi così elevati, il rischio è rallentare gli investimenti e limitare la competitività delle nostre aziende”.
Secondo l’associazione, l’eventuale prosecuzione di una politica monetaria restrittiva potrebbe incidere ancora una volta soprattutto sui finanziamenti di piccolo importo, indispensabili per garantire la continuità operativa delle imprese del territorio.
Il ruolo di Finergis per sostenere le imprese
Per CNA Veneto Ovest diventa quindi fondamentale affiancare al sistema bancario strumenti capaci di rendere più accessibile il credito alle micro e piccole imprese.
“Il tema del piccolo credito richiede strumenti capaci di affiancare il sistema bancario, non di sostituirlo – spiega Alessandro Leone, direttore generale di CNA Veneto Ovest e componente del consiglio di amministrazione di Finergis -. Le banche operano all’interno di regole e parametri sempre più stringenti, che inevitabilmente incidono soprattutto sui finanziamenti di importo contenuto. Proprio per questo, da inizio anno Finergis, il Confidi promosso da CNA, ha avviato anche l’erogazione di strumenti di credito diretto dedicati ai piccoli importi”.
Leone sottolinea come la vicinanza al tessuto produttivo consenta di comprendere meglio le esigenze delle imprese e di fornire risposte rapide per sostenere investimenti, affrontare momentanee esigenze di liquidità o cogliere nuove opportunità di crescita.
Secondo CNA Veneto Ovest, si tratta di un’attività complementare a quella svolta dagli istituti di credito, con l’obiettivo di colmare un divario che continua a pesare sul sistema produttivo locale.





































