
Ennesimo botta e risposta tra maggioranza e minoranza del Consiglio comunale di Vicenza sulla Tav a Est.
La notizia del giorno è che il Ministero della Cultura ha chiesto al Comune di Vicenza una Heritage Impact Assesment, ovvero una valutazione di impatto sul patrimonio Unesco potenzialmente derivante dalle tre ipotesi progettuali al vaglio per far uscire la linea da Vicenza (la prescelta da Rfi è il “Salto del montone”, ndr).
Su questo, oggi, e sul tema in generale si registra uno scambio di colpi tra Francesco Rucco, ex sindaco ed oggi consigliere di minoranza per Fratelli d’Italia, e il delegato al tema Angelo Tonello, componente del gruppo Partito Democratico – Possamai Sindaco.
Della partita, ancora una volta, non fa parte direttamente il sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai, che – come avvenuto in altre occasioni – lascia intervenire il delegato Tonello su aspetti che riguardano la Tav, anche quando le invettive – come quelle di oggi di Rucco – sono nei suoi confronti.
La richiesta del Ministero: valutazione degli impatti sul sito Unesco
È notizia di oggi, dicevamo, l’irruzione nella vicenda del Ministero della Cultura che, come riferisce Il Corriere del Veneto, “secondo quanto si apprende da ambienti romani, ha recentemente trasmesso a Palazzo Trissino una lettera in cui chiede venga effettuato l’Hia – Heritage impact assesment – sulle tre ipotesi progettuali al vaglio per far uscire la linea da Vicenza.
L’Hia è in sostanza una valutazione che analizza gli effetti di un progetto sul valore, sull’integrità e sul contesto di un sito riconosciuto patrimonio mondiale Unesco. La valutazione finirà inevitabilmente per accendere i riflettori anche sulla soluzione a raso con annesso scavalco del montone fuori terra e sul suo possibile impatto sul sito Città di Vicenza e le ville palladiane del Veneto”.
Secondo l’analisi del quotidiano, la richiesta del Ministero, che per logica dovrebbe essere di per sé contrario a soluzioni impattanti in prossimità del sito Unesco, dovrebbe essere un punto a favore di tutti quelli contrari allo scavalco del montone. Ma anche su questo si evidenzia discordanza.
“Il fatto che il Ministero della Cultura abbia chiesto specifici approfondimenti rappresenta un segnale importante”, attacca Rucco per sottolineare che “il Governo Meloni vuole che il patrimonio storico, culturale e paesaggistico di Vicenza sia adeguatamente tutelato prima di assumere decisioni su un’opera destinata a incidere profondamente sul territorio”.
Tonello ha così replicato: “Il Ministero della Cultura non è intervenuto di propria iniziativa: è stato il Comune di Vicenza a chiedere formalmente il suo intervento, dopo la lettera con cui RFI, alla fine di giugno, ha indicato la Soluzione 1 come tecnicamente preferibile per l’uscita est di Vicenza del terzo lotto funzionale, soluzione che prevede lo scavalco in superficie a Settecà”.
Tav a Est Vicenza: il solito rimpallo delle responsabilità
Nelle dichiarazioni rese oggi dalle parti viene inoltre riproposto un copione già noto, quanto meno a quei cittadini che continuano a interessarsi anche alle polemiche sulle scelte politiche del passato invece che concentrarsi solo sul futuro che, da abitanti delle zone interessate, li attende.
E questo copione – nelle intenzioni politiche – volge sempre all’individuazione di “chi è stato” ad avallare o meno quella che viene considerata da entrambe le parti la soluzione più impattante per l’uscita a Est di Vicenza della Tav: lo scavalco del montone.
Quando RFI l’ha comunicata al Comune, poco prima che l’estate esplodesse, la reazione è stata un secco no corredata dalla richiesta di una maggiore interlocuzione e di “tutte le carte” per valutare la decisione stessa, compresa una richiesta della documentazione tecnica necessaria a valutare gli eventuali impatti del Salto del Montone sul sito Unesco.
La posizione della maggioranza, sindaco compreso, è: no allo scavalco e sì all’opzione zero permanente per l’uscita della Tav a Est di Vicenza o altre soluzioni interrate. La posizione della minoranza espressa da Rucco è “no al Salto del Montone a Settecà e sì a una soluzione che privilegi il più possibile il passaggio in galleria”.
Se si prende per assodato che nessuna delle due parti in lizza vuole il salto del montone, viene allora naturale chiedersi perché si litighi tanto sulla decisione presa da RFI, che non piace a nessuno.
La risposta, altrettanto naturalmente, propende verso l’opzione politica, elettorale in particolare.
Questo è ormai da mesi un obbiettivo di Rucco, ovvero dimostrare da un lato che Possamai, nella sua precedente esperienza a Palazzo Trissino con Variati, ha votato favorevolmente atti che conducono alla soluzione attuale. Dunque con responsabilità.
Dall’altro lato, l’esponente di FdI rinfaccia continuamente all’avversario delle scorse elezioni comunali di non prendere decisione in merito, di temporeggiare e guadagnare tempo per arrivare alle prossime consultazioni senza tra i piedi la grana dell’Alta Velocità.




































