
Vicenza e caldo: una ricerca basata sulle query Google colloca la città al quinto posto nazionale per interesse su idratazione e disidratazione.
Vicenza compare al quinto posto tra le città italiane dove, in rapporto alla popolazione, è più alto l’interesse online per caldo, idratazione e disidratazione. Il dato emerge da un’analisi diffusa alla redazione da Online-Casinos.com, che ha esaminato tramite Google Keyword Planner oltre trenta parole chiave nelle cinquanta città più popolose d’Italia.
Secondo la ricerca, nel capoluogo berico sono state registrate 199 ricerche mensili ogni 100.000 abitanti. L’indice sintetico assegnato a Vicenza è pari a 4,91, poco sotto Novara e davanti ad Arezzo. La graduatoria è guidata da Milano, seguita da Bergamo e Pescara. Si tratta di un indicatore dell’interesse espresso nelle ricerche online, non di una misurazione diretta della preoccupazione o del disagio individuale dei residenti.
Vicenza e caldo, cosa indicano le ricerche online
La metodologia dichiarata considera sia il volume medio delle query pro capite sia la variazione registrata negli ultimi tre mesi. Per Vicenza quest’ultima risulta in diminuzione del 6,67%, mentre il numero complessivo delle ricerche legate al tema resta abbastanza elevato da collocare la città nella parte alta della classifica.
Il dato si inserisce in un’estate durante la quale le istituzioni locali hanno rafforzato le misure di prevenzione. Il Comune ha predisposto una mappa di 39 oasi climatiche, tra parchi, biblioteche, centri di aggregazione e spazi museali, con indicazioni sui luoghi dove trovare ombra, acqua o ambienti climatizzati.
Anche l’Ulss 8 Berica ha attivato il Piano emergenza caldo 2026, rivolto soprattutto alle persone fragili. Le raccomandazioni comprendono una corretta idratazione, la riduzione dell’esposizione nelle ore più calde e una particolare attenzione ad anziani, bambini e persone con problemi di salute.
Il tema era già emerso a giugno, quando era stato dichiarato lo stato di attenzione per le ondate di calore nel Vicentino. Le ricerche online fotografano quindi un interesse coerente con un problema che, durante l’estate, ha prodotto iniziative concrete di informazione e protezione sul territorio.





































