
(Adnkronos) – Resta critica la situazione a Ceuta, l’exclave spagnola in Nord Africa, dove alla fine di luglio circa 80mila persone sono arrivate dal Marocco. Almeno in cinquemila ci sono rimasti, dando vita a forti tensioni con i residenti.
A confermarlo è stato ieri sera il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che intervistato dal direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci all’evento ‘La Piazza’ di Affari Italiani a Ceglie Messapica ha dicharato: “La situazione è tutt’altro che migliorata a Ceuta. Ci sono ancora 5-10 mila persone. Faremo una valutazione serena e sulla decisione definitiva ragioneremo il giorno stesso della chiusura, che sarà il 31 agosto”.
Piantedosi ha poi aggiunto che “non c’è mai stata una volontà di scontro col governo spagnolo, abbiamo adottato quella misura, che è stata adottata centinaia di volte; si tratta soltanto di ripristinare dei controlli alla frontiera, non ci sono stati aggravi sui cittadini spagnoli”, riferendosi alla sospensione di Schengen con la Spagna. Sospensione che – secondo il ministro – è stata adottata “sul presupposto di quello che tutti hanno visto, 80mila persone entrate, senza sapere chi fossero”, ha aggiunto.
Intanto, ieri il ministro degli Interni spagnolo Fernando Grande-Marlaska ha chiesto all’Unione europea il supporto di Frontex per affrontare la crisi migratoria a Ceuta. In particolare, Grande-Marlaska ha chiesto aiuto per rafforzare il controllo delle frontiere e per identificare i cinquemila migranti che si trovano ancora nell’enclave dopo l’arrivo in massa nella notte tra il 30 e il 31 luglio.
Il ministero dell’Interno ha detto in una nota di ritenere che l’intervento di Frontex sia ormai “essenziale” per accelerare l’identificazione e determinare con precisione il profilo di ciascun migrante. Ovvero se necessita di assistenza medica, se è un richiedente asilo , se ha bisogno di protezione specifica o se deve essere sottoposto a procedimento di espulsione.
Questo proprio perché la tensione tra residenti e migranti è alle stelle. Nei giorni scorsi le proteste per la sicurezza nell’exclave spagnola sono degenerate in scontri tra residenti e polizia. Decine di manifestanti hanno tenuto un sit-in per impedire ai veicoli della Croce Rossa di raggiungere la spiaggia e distribuire cibo ai migranti. “Devono andarsene” e “Fuori la Croce Rossa”, hanno dichiarato i manifestanti, molti dei quali sventolavano bandiere spagnole, prima di essere dispersi dalla polizia. Nelle ore precedenti, gli agenti avevano sparato gas lacrimogeni per prevenire scontri tra manifestanti e migranti accampati sulla spiaggia.
—
internazionale/esteri
webinfo@adnkronos.com (Web Info)



































