
Nel Delta del Po l’adattamento climatico passa da bacini e barriere antisale: Legambiente segnala 68 giorni sotto la soglia critica.
Il Delta del Po e l’adattamento climatico sono al centro della tappa veneta della Carovana del Po, promossa dall’Autorità di Bacino distrettuale e da Legambiente nell’ambito del progetto europeo LIFE Climax Po. Un tour in barca tra Pila, Isola della Batteria, foce del Po di Pila e Volta Vaccari ha mostrato le opere già in funzione e quelle progettate contro siccità, subsidenza e risalita del cuneo salino. Approfondimenti sul progetto sono disponibili sul sito ufficiale LIFE Climax Po.
I dati illustrati durante l’iniziativa indicano 68 giorni di portate inferiori alla soglia critica tra il 16 giugno e il 22 agosto. In alcune aree il suolo si sarebbe abbassato fino a due metri, mentre l’acqua marina, durante le fasi di magra, risale nei rami deltizi e mette sotto pressione agricoltura, pesca ed ecosistemi.
Le piogge di fine agosto hanno migliorato il quadro: al 14 settembre a Pontelagoscuro transitavano 1.024 metri cubi al secondo, oltre i 450 considerati necessari per contenere l’intrusione salina. Le trasformazioni del fiume si collegano alle più ampie questioni ambientali già osservate lungo il sistema fluviale veneto e alle sue opportunità sostenibili.
Delta del Po e adattamento climatico, le opere in campo
Tra gli interventi già attivi figura il bacino di Volta Vaccari, capace di trattenere fino a un milione di metri cubi di acqua dolce. È invece in progettazione una barriera antisale fissa alla foce del Po di Pila, pensata per contrastare la risalita dell’acqua marina nei periodi di portata ridotta.
Il Consorzio di Bonifica Delta del Po ha prorogato la stagione irrigua fino a tutto ottobre, dopo aver garantito l’acqua necessaria alla maturazione delle colture, compreso il riso. La gestione riguarda un equilibrio delicato tra fabbisogni agricoli, pesca, comunità ed ecosistemi.
Il Delta del Po e l’adattamento climatico hanno un valore che supera i confini del Polesine: nel distretto vivono circa venti milioni di persone, si produce oltre il 40% del PIL nazionale e si concentra il 55% dell’energia idroelettrica. Le soluzioni sperimentate alla foce diventano perciò un banco di prova per l’intero bacino.

































