Enotour Colli della Murgia, Minutolo pugliese al “Wine Specialists Journal”

1417
Enotour Colli della Murgia
Enotour Colli della Murgia

La storia, relativamente recente, della cantina Colli della Murgia merita davvero di essere raccontata, così come noi l’abbiamo appresa dal giovane e futuro enologo Nicolò Ventricelli, figlio del patron dell’azienda, per la peculiarità dei particolari e l’intraprendenza di chi ha investito molte energie e tempo nella sperimentazione di vini unici nel loro genere.

Ci troviamo nel territorio pugliese dell’Alta Murgia, nel comune di Gravina di Puglia, in provincia di Bari, al confine con la Basilicata. Si tratta di una zona collinare molto ventilata, ricca di campi di grano e vigneti che si perdono a vista d’occhio. Non è un caso, infatti, se nel gonfalone giallo-azzurro della città si legga curiosamente “Grana dat et vina”, vale a dire “città che offre grano e vino”, sebbene sia piuttosto noto che il toponimo “Gravina” derivi dal fatto che il tipico territorio carsico, calcareo e tufaceo, della zona abbia dato adito alla creazione di “gravine”, cioè profonde fenditure della superficie terrestre, chiamate, non senza specifiche differenze, anche puli, pulicchi, lame, doline, canyon.

Ebbene, sin dalla fondazione della cantina Colli della Murgia, peraltro realizzata tutta in tufo giallo proveniente da Montescaglioso in Basilicata, il signor Franco Ventricelli, visionario e lungimirante perito agrario, decide di investire nel biologico certificato, per cui dal 1996 l’azienda è tra le primissime cantine pugliesi a guadagnarsi l’attestazione per la produzione di vini biologici certificati e tutto grazie ad una semplice intuizione derivante da un’esperienza personale.

I Ventricelli, infatti, erano principalmente coltivatori di meloni, altra grande produzione intensiva pugliese, ma davanti all’uso massiccio di pesticidi ci si accorgeva, evidentemente, che parte della produzione andava purtroppo distrutta, oltre ad essere di dubbia genuinità. La soppressione degli agenti patogeni, soprattutto afidi, per mezzo di sostanze chimiche eliminava sicuramente i responsabili della perdita del raccolto, ma al tempo stesso eliminava sistematicamente anche quegli agenti che avrebbero naturalmente opposto una resistenza agli stessi afidi, per esempio le simpaticissime coccinelle, insetti ausiliari predatori.

Fu così che Franco Ventricelli salvò le sue produzioni di meloni, cioè attirando miriadi di coccinelle sui suoi terreni, che si riempivano letteralmente di un manto rosso, ma riuscendo, tuttavia, a preservare il raccolto. Da quel momento il fondatore di Colli della Murgia decise che avrebbe fatto del biologico l’elemento portante della sua azienda, convertita poi in produzioni vitivinicole.

Ma quella del biologico non fu l’unica intuizione del signor Franco, infatti dopo aver convertito i suoi campi di meloni alla produzione di vitigni, creando il brand Colli della Murgia e dopo molte sperimentazioni per ottenere vini di qualità, scoprì che c’era un vitigno autoctono pugliese semi-aromatico davvero particolare: si trattava del Minutolo, originario della Valle d’Itria, la zona di Alberobello, Locorotondo e Martina Franca. Il Minutolo, tuttavia, veniva inizialmente confuso con una variante del Fiano di Avellino trapiantato in un pedoclima diverso da quello originario oppure con una varietà di Moscato, tratti in inganno ella sua aromaticità primaria, assente nel Fiano.

Solo nel 2011 il Minutolo ha perso la sua denominazione comune più diffusa, cioè Fiano Minutolo, usato comunemente per distinguerlo da quello di Avellino, ed è stato registrato ufficialmente nel Catalogo nazionale varietà di vite come vitigno autoctono pugliese che copre attualmente una superficie compresa principalmente tra le province di Bari, Taranto e Lecce.

Ed è proprio il Minutolo la punta di diamante di Colli della Murgia. Tra tutta la gamma delle etichette della cantina, stiamo parlando di 18 referenze che occupano le sfumature cromatiche comprese tra il bianco, il rosato, il rosso e l’orange, il Minutolo è presente in ben 6 vini, tutti diversi e tutti estremamente interessanti.

Il marketing aziendale ha comprensibilmente distinto sei diverse linee di prodotti: i Classici, tra cui Erbaceo e Selvato, blend alla portata di tutti; Identità con Sellaia, Tufjano e Mazzaro, vini in purezza rispettivamente di Primitivo, Minutolo e Aglianico; Charmat con Fondovico e Galetto, due bollicine abbastanza gradevoli al palato; Doline rappresenta la linea più intrigante e accattivante con vini in purezza per esigenze più giovanili. Ci sono, inoltre, due linee estremamente interessanti: Selezioni con Amore protetto, un metodo classico di Minutolo in purezza, Myor (si legge Maior) sempre Minutolo al 100% con affinamento in tonneaux di rovere francese per sei mesi e Symbol, un Primitivo di Manduria in purezza di cui una parte fa affinamento in botte grande.

Amore protetto, Colli della Murgia
Amore protetto, Colli della Murgia

Se con la linea Selezioni sembra di aver raggiunto l’apice della qualità, in realtà ci si deve ricredere perché con Orizzonti arrivano le sperimentazioni che non tolgono assolutamente nulla alla qualità dei prodotti: Portokali, ad esempio, è un orange wine da Minutolo che, dopo la fermentazione, prosegue con una macerazione sulle bucce per sei mesi ed è doveroso accostarlo, rigorosamente a temperatura ambiente, a castagne, formaggi semi-stagionati, funghi; Le Dritte Greco e Le Dritte Aglianico sono prodotti in purezza senza solfiti aggiunti. Abbiamo lasciato volutamente per ultimo il top di gamma di Colli della Murgia, Tumíama, un metodo classico da Minutolo che rimane 60 mesi sui propri lieviti, ma che non vengono eliminati dopo la sboccatura, per cui l’esplosione di profumi, sapori e sensazioni è davvero notevole e unica, sebbene il colore ne perda, ovviamente, in trasparenza e brillantezza.

La visita alla cantina Colli della Murgia, guidata dal più giovane della famiglia Ventricelli, ha lasciato un buon sapore in bocca e tanta curiosità, anche perché Nicolò ci ha annunciato che le sperimentazioni non sono affatto terminate. Ebbene, noi ci prendiamo del tempo per degustare e raccontare i vini che abbiamo selezionato dalla cantina, ma promettiamo che torneremo a visitare Colli della Murgia per capire cosa bolle in cisterna!!!