Ex banche venete e costituzioni vane, Luigi Ugone (Noi che credevamo nella BPVi): “le costituzioni servivano per avere verità e giustizia nei processi”

899
Ex Banche Venete, Luigi Ugone di Noi Che Credevamo davanti al tribunale di Vicenza
Ex Banche Venete, Luigi Ugone di Noi Che Credevamo davanti al tribunale di Vicenza

Pubblichiamo la risposta raccolta telefonicamente da Luigi Ugone, presidente di Noi che credevamo nella BPVi, alla Lettera di Maria Teresa Roda, “una tra i soci azzerati delle ex banche venete, a legali e associazioni per costituzioni vane e con costi come parti civili nei processi“.

Abbiamo già pubblicato le risposte dell’avv. Luigi Fadalti (“Ex banche venete e costituzioni parti civili vane e costose, avv. Luigi Fadalti risponde a Roda e “punge” su Fir, KPMG, PWC e Intesa“) e dell'avv. prof. Rodolfo Bettiol ("Ex banche venete e costituzioni vane, avv. prof. Bettiol: “risultato prevedibile, bastava diritto tribuna per supportare con condanne il FIR da me ideato”) e, a seguire, pubblicheremo quelle di altre associazioni, le poche che, nel silenzio diffuso,  stanno venendo allo scoperto comunque almeno con una loro voce

«Io posso dire solo poche parole nel senso che capisco la frustrazione della signora, non conosco l’attività nel dettaglio degli avvocati menzionati quindi mi astengo da ogni tipo di giudizio. Ripeto, capisco la frustrazione della signora dal punto di vista del ruolo di risparmiatore, che ho anche io, però bisogna dire una cosa sopra a tutte e soprattutto lo dico da associazione Noi che credevamo.

Noi su questi punti siamo sempre stati chiari nel senso che il processo era un atto dovuto per avere verità e giustizia, non dimentichiamo, poi, che dal processo sono venute fuori un sacco di carte che hanno trasformato la verità e la verità era che, se noi eravamo prima considerati degli "speculatori", ora noi siamo delle vittime perché lo dichiara una norma del Fir e questa norma è stata anche frutto dei processi incardinati a Vicenza e Treviso, questo non va mai dimenticato.

Quindi, sostanzialmente nella vita e soprattutto in questo paese, bisogna sempre combattere perché verità e giustizia non crescono sugli alberi e neanche la difesa dei propri diritti è una cosa così semplicemente acquisita. Bisogna combattere, piantare, coltivare, combattere ed è quello che abbiamo fatto noi con l’associazione, ripeto chiedendo verità e giustizia nei processi, che hanno comunque tirato fuori una verità, che hanno comunque tirato fuori una giustizia. È importante che ci siano stati, sono stati importanti per il Fir, non magari per i processi di per se stessi ma per il Fir, come altrettanto importanti saranno i processi di appello che adesso si fanno avanti. Quindi mai mollare avanti sempre».

Luigi Ugone

Presidente di Noi che credevamo nella BPVi

Sei arrivato fin qui?

Se sei qui è chiaro che apprezzi il nostro giornalismo, che, però, richiede tempo e denaro. Se vuoi continuare a leggere questo articolo e per un anno tutti i contenuti PREMIUM e le Newsletter online puoi farlo al prezzo di un caffè, una birra o una pizza al mese.

Grazie, Giovanni Coviello

Sei già registrato? Clicca qui per accedere