
L’Associazione Luca Coscioni valuta il voto veneto come un precedente nazionale e annuncia nuove iniziative nelle altre Regioni.
La legge sul fine vita in Veneto sarà proposta come modello alle altre amministrazioni regionali dall’Associazione Luca Coscioni. Marco Cappato e Filomena Gallo, tesoriere e segretaria nazionale, sostengono che l’approvazione abbia superato gli ordini di partito e possa rendere più certe le procedure per le persone che chiedono l’aiuto medico alla morte volontaria.
La posizione arriva dopo il voto del Consiglio regionale, ricostruito nell’articolo sull’approvazione della legge veneta sul fine vita. Le valutazioni sui suoi effetti sono attribuite all’associazione promotrice: il testo disciplina l’organizzazione sanitaria e non modifica i requisiti fissati dalla Corte costituzionale.
Il Veneto è la quarta Regione indicata dall’associazione dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna e la prima guidata dal centrodestra. Cappato e Gallo ringraziano i circa novemila cittadini che avevano sottoscritto la proposta di iniziativa popolare “Liberi Subito” e i consiglieri che hanno votato il provvedimento.
Fine vita in Veneto, la strategia nazionale di Liberi Subito
L’associazione ritiene che le Regioni possano definire percorsi, verifiche e tempi operativi per le strutture sanitarie, in attesa di una disciplina nazionale. Richiama in particolare la sentenza Cappato-Antoniani della Consulta, che ha escluso la punibilità dell’aiuto al suicidio in presenza di condizioni precise.
Nella ricognizione diffusa dall’organizzazione, la proposta risulta in discussione anche in Trentino-Alto Adige e Umbria. In altre Regioni è stata depositata o dovrebbe esserlo, mentre nel Lazio e in Calabria è in corso la raccolta delle firme. Si tratta dello stato dichiarato dai promotori e suscettibile di aggiornamenti nei singoli consigli.
Cappato e Gallo affermano che l’obiettivo è evitare ritardi ingiustificati e differenze territoriali nella risposta a pazienti e personale sanitario. Ricordano inoltre che l’associazione offre informazioni su disposizioni anticipate di trattamento, cure palliative e diritti di fine vita attraverso il proprio servizio di assistenza.
Il confronto sul fine vita in Veneto non si esaurisce dunque con il voto. Restano l’attuazione concreta nelle aziende sanitarie, le possibili verifiche giuridiche e il dibattito parlamentare, mentre Liberi Subito punta ora a trasferire la proposta nel resto d’Italia.


































