Funzioni centrali, il grido dei sindacati: “A Vicenza manca il 60% della forza lavoro nelle sedi ministeriali”

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La segretaria generale di FP CGIL, Giulia Miglioranza, il segretario di CISL FP, Gian Paolo La Porta, e il segretario generale UILPA, Alessandro Sabino

A Vicenza manca il 60% della forza lavoro nelle sedi dei servizi periferici delle funzioni centrali o “ministeriali”: è la denuncia dei sindacati della pubblica amministrazione che oggi, mercoledì 10 maggio 2023 hanno fatto il punto sulla situazione. Al tavolo dei relatori la segretaria generale di FP CGIL, Giulia Miglioranza, il segretario di CISL FP, Gian Paolo La Porta, e il segretario generale UILPA, Alessandro Sabino.

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La segretaria generale di FP CGIL, Giulia Miglioranza, il segretario di CISL FP, Gian Paolo La Porta, e il segretario generale UILPA, Alessandro Sabino

Si è parlato della situazione “allarmante” in cui versano i servizi periferici delle funzioni centrali, ovvero gli uffici provinciali che dipendono da enti nazionali e ministeri. Le tre sigle sindacali di Cgil Cisl e Uil hanno già incontrato il Prefetto “che – è stato detto – si è dimostrato assai preoccupato visto che proprio in Contrà Gazzolle di Vicenza su un organico previsto di 130 persone ve bene se sono in servizio solamente 54.

Negli uffici dell’INPS vicentini su 250 posti in organico in servizio vi sono solo 150 persone. Da segnalare che all’INPS sul territorio veneto è in corso uno stato di agitazione.

All’Agenzia delle Entrate nel 2018 lavoravano 360 persone e nel 2021 erano 315. In Motorizzazione civile da 60 dipendenti si è scesi a 29 in servizio. All’Ispettorato del lavoro su un organico di 87 persone ora lavorano solo 32.

All’ufficio provinciale scolastico (ex provveditorato agli studi) il 20% del personale è dipendente del Ministero, per l’80% si tratta di personale distaccato dalle scuole.

In Questura gli impiegati sono scesi da 50 a 40 (sempre tra il 2018 e il 2021), e in Archivio di Stato (sedi di Vicenza e Bassano) su un organico di 24 persone ora sono in servizio solamente in 9. In Ragioneria Territoriale dello Stato (MEF) da 42 sono rimasti in servizio in 30″.

Una situazione che Miglioranza, La Porta e Sabino definiscono “oltre l’insostenibile: il poco personale rimasto è oberato di lavoro e fa fatica a rispondere alle scadenze. Il servizio al cittadino rischia di scadere fino a ad essere ritardato o in casi estremi essere addirittura sospeso.

I concorsi – affermano i sindacalisti – sono stati deludenti, per meglio dire un vero e proprio fiasco: purtroppo lo stipendio spesso non è in linea con il costo della vita (il CCNL è rimasto fermo al palo per 10 anni senza essere rinnovato) e nelle zone periferiche come Vicenza è difficile che si trasferiscano i vincitori che preferiscono aree del Paese dove il costo della vita è minore.

A tutto questo si aggiunge anche il blocco del turnover avvenuto negli scorsi decenni che ha provocato un innalzamento dell’età media dei dipendenti dello Stato”.

Infine, una ulteriore preoccupazione del sindacato è lo “scadimento della credibilità del funzionario pubblico dei servizi centrali: a causa del sotto organico l’efficienza è assai compromessa e l’immagine dagli uffici ne risente sempre di più”.