Giustizia e droghe illegali, Aduc: lezioni e riflessioni dalle corti giudiziarie

Giustizia e droghe illegali
Giustizia e droghe illegali

Notizie in materia di droga (e giustizia, ndr) ogni giorno affollano tutti i media, informatori e coloro che si informano ci hanno fatto l’abitudine e, se non sono avvenimenti eclatanti per violenza e quantità, loro stessi non ci fanno caso più di tanto –  si legge nel comunicato che pubblichiamo di Aduc (qui altre note dell’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori su ViPiu.it, ndr).

In questo fine settimana se ne sono affiancate altre grazie all’inaugurazione degli anni giudiziari nelle corti d’appello. E anche in questo caso sono notizie che fanno parte della routine: impensabile una qualche relazione di inaugurazione che non citi la droga e quasi sempre come fenomeno in crescita.

A titolo di esempio riportiamo alcuni flash di agenzia (quelli arrivati mentre scriviamo):

– Pg Firenze, preoccupano fenomeni cyber-bullismo e baby gang In un quadro aggravato da consumo di droghe e abuso di sostanze alcoliche”.

– Anno giudiziario: Sardegna, droga principale ‘business’ malavita.

– Giustizia: a Caltanissetta Cosa Nostra interessata a droga e appalti.

– Anno giudiziario: ‘a Palermo mafia mantiene ruolo sociale’ La penetrazione nell’economia segue il canale tradizionale del “pizzo” (che con la droga e’ il principale canale di finanziamento) “Il traffico degli stupefacenti gestito da Cosa nostra (e principale fonte di reddito di quest’ultima), nonostante il ‘martellamento’ costante delle operazioni anti-droga, a parte un modesto rallentamento nel periodo più acuto della crisi epidemiologica, non conosce crisi, anzi appare in espansione.

– Pg Perugia, “inquietante” situazione criminalità minorile. Diminuisce anche – sempre quale effetto collaterale della ridotta mobilita’ – la criminalità collegata allo “spaccio da strada” di stupefacenti, ma rimane “preoccupante” il numero di reati collegati al traffico di droga.

– Anno giudiziario: Catanzaro, in un anno 1.900 udienze Dda. I processi penali iscritti per associazione mafiosa “sono stati 67 a modello 21 e 10 procedimenti a modello 44”, con un aumento dei procedimenti per spaccio di droga, pari a 93 rispetto a 33 procedimenti nell’anno precedente.

– Napoli, Pg Riello: preoccupante vitalità clan in tutto il distretto. “Una capacità – denuncia Riello -manifestata in svariate attività delinquenziali, dal traffico di droga, in particolare, cocaina, con proiezioni in Spagna, in Olanda e con legami accertati con i cartelli colombiani. “La dimensione affaristico-imprenditoriale della criminalità organizzata che coesiste con quella violenta della contrapposizione di bande che si disputano il mercato della droga e il racket. A Napoli, nella terza città d’Italia, si può essere boss di camorra a 18 anni, si partecipa a delitti efferati tra i 15 e i 18 anni, a 14 anni si è già nel giro della droga e si è pronti per essere assoldati dai clan, a 13 anni si ha già come modello di vita il camorrista del quartiere”.

– Anno Giudiziario: Molise, aumentano reati online, meno furti. Stabili le rapine e le estorsioni come pure i reati legati al mondo della droga,

– Anno giudiziario: Marche, crescono truffe e estorsioni web. Il consumo di droghe e di alcol, ricorda il magistrato, spesso si ricollega alla piaga sociale e culturale degli incidenti stradali”.

– Liguria. Anno giudiziario: minori, primo approccio droga già a 11 anni. Nel distretto giudiziario genovese “e’ emersa una preoccupante incidenza” di casi di spacciatori minorenni, mentre il primo consumo di droga avviene già a 11 anni”.

Etc etc

La gran parte di coloro che sono coinvolti in queste relazioni giudiziarie hanno a che fare con la cannabis. A parte quei “fortunati” consumatori che illegalmente se la autocoltivano o hanno un fornitore amico che coltiva in piccolo anche per loro, il mercato di riferimento è quello gestito dalla malavita: grande e organizzata quella dei traffici, piccola e meno o per niente organizzata quella degli spacciatori, reclutati quasi sempre tra i disperati della non-occupazione e del disagio economico (non pochi immigrati da Paesi disgraziati).

C’è qualcuno che crede che tribunali e forze dell’ordine (1) dovrebbero continuare ad occuparsi del fenomeno droghe, in questi termini e dimensioni, se le sostanze non fossero illegali?

In primavera probabilmente (2) voteremo il referendum per la legalizzazione della cannabis. Un appuntamento che dovrebbe portarci a considerare in modo diverso il fenomeno droghe, una diversità fatta di conoscenza, informazione e legalità (come per alcool e tabacco e gioco d’azzardo), e non di giustizia e ideologie.

Auspichiamo che quanto ricordato nelle corti di Giustizia in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario possa servire come momento di riflessione e iniziativa.

NOTE

1 – sono da considerare anche i dati delle presenze in carcere di oltre il 30% di tutti i detenuti: https://www.societadellaragione.it/pubblicazioni/libri/war-on-drugs-60-anni-di-epicfail/

2 – a metà febbraio ci sarà la pronuncia di ammissibilità costituzionale del quesito referendario, sul quale è già stata riconosciuta dalla Corte di Cassazione la legittimità delle firme raccolte.