Circeo: perché la Grotta del Presepe si chiama così?

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Grotta del presepe, Circeo.
Grotta del Presepe, Circeo. Credits: pagina Facebook "Circeo: l'incanto della Maga Circe, figlia del Sole".

Il Parco Nazionale del Circeo costituisce una delle più antiche aree naturali protette d’Italia e, nei suoi quasi 9mila ettari di estensione, ingloba 5 habitat diversi: la foresta, le zone umide, la duna litoranea, l’isola di Zannone e il promontorio del Circeo. Ma il circondario rappresenta anche un sito di peculiare interesse speleologico: sono tantissimi gli antri naturali scavati tra le pieghe del monte, di cui uno (la Grotta Guattari) diventato famosissimo in tutto il mondo per il ritrovamento di resti Neanderthal in buono stato di conservazione. Oggi ci inoltreremo in un piccolo anfratto noto come Grotta del Presepe o del Calice.

Le grotte del Circeo.
Le grotte del Circeo. Fonte: ParcoCirceo.it.

Lo spettacolo della natura – La Grotta del Presepe si trova a pochi metri dalla Grotta Azzurra (da non confondere con quella di Scauri, che si trova in un altro punto della costa più a sud), esattamente tra Torre Fico e Grotta delle Capre, ed è raggiungibile solo via mare. La sua superficie levigata rappresenta un’attrazione turistica naturale per i bagnanti: infatti, viene spesso frequentata in alta stagione per prendere il sole in relax e privacy, lontano dai litorali affollati della Riviera di Ulisse. L’accesso a questa insenatura naturale, proprio per la sua posizione che è anche leggermente più alta sul livello del mare, è agevole unicamente quando le acque sono calme e può essere effettuato sia in barca o canoa che a nuoto.

Ma da dove deriva questo nome così peculiare?

Tutto è da correlare ai giochi di erosione che l’acqua salata ha ricreato nella roccia e appare immediatamente chiaro una volta ritrovatisi al cospetto dell’ingresso della grotta. A fare da “maggiordomo”, infatti, c’è un enorme pilastro calcareo con le sembianze di un gigantesco calice, ma non è l’unica sagoma strana che si nota all’interno della cavità. Stalattiti e stalagmiti – le curiose concrezioni calcaree che si forgiano in questo tipo di ambienti grazie al lento accumularsi del carbonato di calcio depositato dalle acque sotterranee – sembrano davvero delle piccole sculture di animali, come fossero, appunto, decorazioni di un presepe.

I danni del cemento – La Grotta del Presepe non è sempre stata così inaccessibile. Un tempo esisteva un sentiero montano che si apriva prima dell’ottocentesco Faro di Capo Circeo e conduceva direttamente all’ingresso. Purtroppo, l’era moderna ha portato con sé anche una serie di problemi a base di cemento e abusivismo… gli stessi problemi che, ad oggi, hanno sbarrato e reso impraticabile quella comoda e suggestiva viuzza di collegamento.

Le grotte del Circeo possono essere visitate in affascinanti tour estivi o tardo-primaverili in kayak: molte di queste insenature sono talmente nascoste e segrete che sono sconosciute persino agli stessi residenti! Per i neofiti che non hanno dimestichezza con la navigazione amatoriale sono disponibili, in loco, anche diverse associazioni e charter boat che offrono la possibilità di organizzare delle escursioni più o meno personalizzate a prezzi accessibili e in tutta sicurezza. Per un’esperienza immersiva e spensierata a contatto con gli anfratti più incontaminati della costa di Ulisse.