Il Parco Nazionale del Circeo: tra le più antiche aree naturali protette d’Italia

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Sentiero del Parco Nazionale del Circeo.
Sentiero del Parco Nazionale del Circeo. Credits: Wikipedia.

Il giallo ambrato della sabbia, i riflessi dorati del sole che tramonta sul mare, il blu della costa tirrenica: sono questi – e molti altri – i colori del Parco Nazionale del Circeo, tra le più antiche aree naturali protette del nostro Paese.

La sua istituzione, infatti, risale al 1934. Promotore ne fu Benito Mussolini che, su suggerimento del Senatore Raffaele Bastianelli, mirava a tutelare gli ultimi resti delle Paludi Pontine – che, in quegli anni, venivano bonificate dai veneti – per scongiurare il disboscamento della cosiddetta “Selva di Circe” (di Terracina) e salvare tutte le caratteristiche che oggi identificano il luogo: il Lago di Sabaudia, la Duna Litoranea e, ovviamente, il Promontorio del Circeo.

I territori che compongono questo articolato mosaico di natura e antichità non sono, in effetti, sempre stati gli stessi: c’è stata una integrazione progressiva che solo dal 2013 coincide con l’estensione che oggi conosciamo. I suoi quasi 9mila ettari di copertura comprendono il tratto costiero tra Anzio e Terracina, inglobando anche parti dei comuni di Sabaudia, San Felice Circeo e Latina, la zona dei laghi costieri di Fogliano, Monaci e Caprolace (dal 1975) e la selvaggia Isola di Zannone (dal 1979). Anche per questo è annoverato tra le più importanti zone umide costiere d’Italia.

Riserva MaB UNESCO – Per la sua importanza naturalistica e biologica, il Parco Nazionale del Circeo è stato candidato a Patrimonio dell’Umanità e fa parte, dal 1997, della Riserva MaB (Man and Biosphere) dell’UNESCO. Si tratta di uno storico programma dell’organizzazione, nato negli anni ’70 con l’obiettivo di migliorare il rapporto uomo-natura salvaguardando la biodiversità. Le Riserve della Biosfera sono aree speciali che gli Stati membri devono impegnarsi a gestire in quest’ottica di conservazione e sostenibilità, agganciandosi a progetti di ricerca, formazione ed educazione ambientale. Studiando e testando politiche di gestione di vario tipo, viene anche stimolato il contestuale ramo turistico-economico, rendendo questa tutela “conveniente”, proficua e, pertanto, più appetibile da portare avanti. Il Parco Nazionale del Circeo ha fatto proprio da apripista per questo programma: già nel 1977, infatti, è stata proclamata Riserva della Biosfera la “Foresta Demaniale del Circeo“.

Il Parco dei contrasti – Per l’istituzione dell’Ente Parco si è dovuto attendere il nuovo millennio (2005-2007). Il territorio è una specie di punto di incontro tra contrasti, dove ambienti molto diversi si contaminano e convivono dando luogo a habitat unici nel loro genere. Il carattere dunale del litorale – che contraddistingue un po’ tutto il Lazio meridionale – fa da spartiacque tra i laghi ed il mare, ricreando l’ambiente ideale per gli uccelli migratori che, qui, trovano rifugio per abbeverarsi e cibarsi sfruttando gli anfratti offerti dalla selva. Non mancano anche i rapaci.

Il Parco del Circeo si costituisce di ben 5 habitat diversi:

  1. la foresta, ciò che resta dell’antica “Selva di Terracina”, ricoperta da macchia mediterranea e alberi tipici delle aree marine;
  2. la duna litoranea, peculiare e “difficile” fascia costiera sabbiosa che si estende per circa 22 chilometri;
  3. le zone umide dei quattro laghi costieri d’acqua salmastra (di Paola, Caprolace, Monaci e Fogliano);
  4. l’incontaminata isola di Zannone;
  5. il promontorio del Circeo, che sfiora i 540 metri e da cui ha preso il nome; un massiccio calcareo-dolomitico del Mesozoico formatosi, inizialmente, nel Tirreno per sedimentazione.

Proprio per questo il nome di Circe riecheggia anche nella nomenclatura tradizionale di questi luoghi: i territori coincidono con quelli che, secondo la leggenda, sarebbero stati dimora della Maga, tappa importantissima del viaggio di Ulisse verso Itaca secondo l’Odissea.

A sua volta, il promontorio può dividersi – naturalisticamente parlando – in due versanti opposti:

  1. il “Quarto freddo“, a nord, caratterizzato da clima umido e tipica macchia mediterranea da bassa quota;
  2. il “Quarto caldo“, che si affaccia verso sud e può contare su un’esposizione soleggiata per tutto l’anno, caratterizzato da una vegetazione rupestre mediterranea da cui emerge a sorpresa la palma nana, unica palma spontanea in Europa, sicuramente “eredità” di epoche più calde.
I Neanderthal di San Felice Circeo
I Neanderthal di San Felice Circeo; credits: Repubblica

La zona è anche molto interessante a livello speleologico per la presenza di numerose grotte naturali che rappresentano una finestra sul tempo ricca di elementi da studiare: a parte le evoluzioni del clima, infatti, si è scoperto che l’occupazione umana locale è antichissima, risalendo addirittura al Paleolitico. Ne abbiamo parlato qualche tempo fa: nel 1939, la grotta Guattari ci ha restituito il cranio di un Neanderthal. Ma sono tanti gli anfratti che meriterebbero una menzione e che hanno assunto un ruolo importantissimo a livello archeologico, dalla Grotta delle Capre a quella Azzurra, da quella del Presepe (chiamata così per le sue strane colate stalagmitiche) alla “Cattedrale” (che ricorda, appunto, una cattedrale gotica) e alla grotta della Maga Circe dove Ulisse, secondo la leggenda, avrebbe tenuto al sicuro la propria barca.

L’Isola di Zannone – Questa piccola isola rientra nell’Arcipelago delle Isole Ponziane (con Ventotene, Ponza, Palmarola, Santo Stefano e Gavi): è l’unica ad essere costituita da rocce sia vulcaniche che metamorfiche e sedimentarie risalenti, si è stimato, ad oltre 200 milioni di anni fa!

Zannone, come detto, fa parte del Parco del Circeo dal ’79 per le sue interessanti manifestazioni floristiche e faunistiche rimaste sostanzialmente invariate nel corso dei secoli grazie alla scarsa presenza umana locale: le sue coste, infatti, sono di arduo approdo e persino il Convento di Santo Spirito costituitosi in loco nel XIII secolo con frati benedettini-cistercensi ebbe vita difficile a causa delle continue incursioni di pirati. Tuttavia, non parliamo di un’isola frastagliata o particolarmente brulla: il territorio è regolare e compatto, dominato da una rigogliosa macchia mediterranea.

Zannone vista dall'alto
Zannone vista dall’alto. Foto FB: “Circeo: l’incanto della Maga Circe, figlia del Sole”.