San Felice Circeo: meraviglie e pericoli della Grotta del Prigioniero

Grotta del Prigioniero, Circeo.
Grotta del Prigioniero, Circeo. Credits: pagina Facebook "Circeo: l'incanto della Maga Circe, figlia del Sole"

Nomen omen direbbero i latini.

La Grotta del Prigioniero di San Felice Circeo è uno dei tanti antri che si aprono nella roccia del promontorio e che, spesso, diventano perno di piccole spiaggette riservate: a differenza di altre cavità, però, questa sa rivelarsi davvero pericolosa, tanto che è stata protagonista di un incidente proprio nell’estate 2021.

Una spiaggetta segreta – A dare il nome a questo angolino di Circeo, in realtà, è proprio la spiaggia annessa, sconosciuta ai più e considerata tra le più belle della costa laziale… forse merito anche della sua posizione impervia e della sua inaccessibilità.

La Spiaggia del Prigioniero (da qualcuno definita “dei Prigionieri”) prende il nome da un evento accaduto durante la Seconda Guerra Mondiale: fu proprio qui, infatti, che si rifugiò un prigioniero che, probabilmente, trovò riparo nella grotta omonima che si apre in fondo alla caletta. Al suo interno, due piani si collegano tramite una scaletta di legno che porta ad un balconcino naturale vista mare: appare come una residenza di fortuna perfetta e chi l’ha potuta visitare e fotografare l’ha trovata arredata con oggetti di riciclo, dei lavorati a base di legno (e plastica) proveniente dalle mareggiate. Un’atmosfera grezza e selvaggia che crea un incredibile contrasto con i grandi ciottoli levigati e candidi che decorano naturalmente la caletta. Molti residenti e turisti hanno anche provato a dare il proprio contributo realizzando abbellimenti e accessori con materiali di fortuna e conchiglie trovate a riva; il clima che si respira è davvero unico e particolare, come ci si trovasse per caso nel rifugio di un moderno Robinson Crusoe.

Anche il mare a cornice fa la sua parte: data la riservatezza del sito è sempre pulito, limpido e trasparente, persino in alta stagione dato che il piccolo litorale è difficilmente raggiungibile e, perciò, sempre poco affollato (tranne che per le navi che, a volte, vengono ormeggiate nei suoi pressi). Nelle giornate più calde, poi, ci si può riparare dal sole godendosi l’ombra offerta dal lato destro della caletta.

Spiaggia del Prigioniero, Circeo.
La Spiaggia del Prigioniero. Credits: spiagge.it.

Questo piccolo angolo di paradiso in terra è raggiungibile solo via mare (è possibile anche noleggiare barche e canoe nelle vicinanze) ed è la meta perfetta per gli amanti del relax, degli sport acquatici e dello snorkeling: e ne vale la pena, vista la ricchezza della flora e della fauna sottomarina locale!

Purtroppo, negli anni, non sono mancati gli atti di vandalismo – oltre che i danni provocati dal mare grosso che si “allunga” sul litorale -, ma i residenti e gli affezionati hanno sempre provveduto a rimettere tutto a posto e a mantenere vivo lo spirito del luogo.

L’incidente dell’estate 2021 e il divieto di navigazione – La pericolosità del sito è pari almeno alla sua bellezza. Il rischio frane, infatti, è alto, tanto che da alcuni anni vige un’ordinanza della capitaneria di porto (la 68/2016 del 05/07/2016 dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Terracina) che vieta l’avvicinamento/la navigazione – per tutto il tratto di costa da Torre Paola a Punta Rossa – a meno di 50 metri dalla scogliera. Un provvedimento resosi necessario perché, oltre al problema dell’eventuale caduta massi, potrebbe diventare impossibile allontanarsi con l’alta marea.

Nonostate queste precauzioni, però, nell’Agosto 2021 una famiglia (una coppia under 50 con un figlio quattordicenne) proveniente da Ferentino è rimasta bloccata sulla spiaggetta a causa dell’aumento della risacca. Prigioniera della Spiaggia del Prigioniero. Si è vista, perciò, costretta a chiamare i soccorsi ed il recupero non è stato né facile né immediato: la Guardia Costiera di Terracina ha coordinato le operazioni inviando una moto d’acqua della Guardia Costiera Ausiliaria e i mezzi navali dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Terracina. Ma la disavventura, per questa famiglia un po’ troppo audace, non si è conclusa qui: una volta tratti tutti in salvo e riportati al sicuro nel porto di Terracina, le autorità hanno verbalizzato l’accaduto e denunciato la trasgressione. Un monito anche per eventuali futuri braveheart.

Napoletana. Con il magma sotto i piedi e in fermentazione dal 1981. Freelance per vocazione, smart worker da prima che diventasse "cool", trasversale, multitasking e impermeabile alla noia. Ho sempre le mani in pasta, ma non in cucina: SEO copywriter, editor, traduttrice e redattrice, sono anche un tutor di matematica e fisica sin dai primi anni trascorsi all'Università Federico II di Napoli. Uso le parole come fossero numeri e i numeri come fossero parole.