Il Premio Città Torri del Benaco ad Aldo Cazzullo

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(Adnkronos) – La seconda edizione del Premio “Città di Torri del Benaco”, in programma domenica 20 settembre, alle ore 21, presso il Molo De Paoli di Torri del Benaco (Verona), sulla sponda veneta del lago di Garda, verrà conferita al giornalista e scrittore Aldo Cazzullo dal sindaco Stefano Nicotra. Modera Elena Chemello, giornalista. Torri del Benaco, insignita del titolo di Città con decreto del presidente della Repubblica del 25 luglio 2025 in virtù della propria ricchezza di memorie storiche, archeologiche, letterarie e paesaggistiche, riconosce in Aldo Cazzullo, spiegano le motivazioni del premio, “una sensibilità profondamente affine alla propria identità; in particolare, il suo sguardo su Francesco d’Assisi, riproposto come figura viva della coscienza civile italiana e non soltanto religiosa, tocca da vicino la storia di questa sponda del Garda. È la stessa terra che Dante consegnò alla lingua italiana nominando il Benàco, nome romano del lago, e che nelle pietre del castello scaligero conserva la stratificazione di secoli di convivenza tra uomo e paesaggio”. Nel riconoscere ad Aldo Cazzullo questo Premio, la Città di Torri del Benaco “intende onorare chi ha contribuito a mantenere viva l’idea che la memoria non sia conservazione inerte, ma responsabilità verso il futuro delle comunità”. Cazzullo viene premiato per il libro “Francesco. Il primo italiano” (HarperCollins, 2025), mentre è appena arrivato nelle librerie il nuovo volume dal titolo “Quando l’Italia rinacque. Il nostro Rinascimento” (HarperCollins). 

 

“Il lago di Garda è uno dei posti più belli d’Italia – dichiara Aldo Cazzullo -, quindi del mondo. Ha incantato visitatori di ogni tempo e di ogni provenienza, non soltanto Goethe. Per questo il Garda è uno dei tasselli fondamentali dell’identità italiana ed europea. Ricordo un meraviglioso passaggio di Dante, la descrizione del lago di Garda è la più lunga della Divina Commedia. A Torri del Benaco, sarà un’occasione per ricordare l’identità della nascita italiana da San Francesco al Rinascimento, il tema del mio nuovo libro, attraverso Dante. Sarà inoltre un’occasione di incontro preziosa con tutta la comunità locale, compresi i miei cari amici di Bardolino.” 

 

“Siamo particolarmente lieti – dichiara il Sindaco della città, Stefano Nicotra – di conferire ad Aldo Cazzullo il Premio Città di Torri del Benaco non solo per la sua riconosciuta e apprezzata professionalità giornalistica, ma anche per la straordinaria operazione di divulgazione della figura di San Francesco attuata attraverso il suo libro “Francesco. Il primo italiano”. A Torri del Benaco, infatti – aggiunge Nicotra – siamo molto legati alla figura di San Francesco per la sua profonda spiritualità e anche perché, storicamente, è dovuta a lui e ai suoi confratelli l’introduzione, sulle sponde del lago di Garda, di quella coltivazione dei limoni che per alcuni secoli fu al centro della nostra economia. La Città di Torri del Benaco, in particolare, è fiera di conservare una delle più antiche e monumentali limonaie del Garda, addossata alle mura del Castello Scaligero. Si tratta – prosegue il Sindaco – dell’unica serra di limoni del Garda rimasta in attività fin dal Settecento senza soluzione di continuità e accoglie più di quaranta piante secolari di agrumi, alcune alte fino a una decina di metri, i cui frutti sono valorizzati da un’apposta Denominazione comunale De.Co. L’abbiamo riaperta al pubblico nel giugno di quest’anno, dopo un restauro nel quale abbiamo investito 1,6 milioni di euro per intervenire sul consolidamento della struttura e sull’installazione di una copertura hi-tech automatizzata, ideata appositamente, capace di aprire e chiudere il tetto della serra di limoni tramite quasi un centinaio di motori elettrici computerizzati, che agiscono in connessione con il percorso del sole, con l’intensità del vento e con le previsioni meteo. Il restauro complessivo, che riguarderà anche le mura e le torri del Castello, comporterà un investimento complessivo di circa cinque milioni di euro. Parlo di investimento, e non di costo, perché – conclude Nicotra – le tradizioni e la cultura del territorio sono le radici su cui si fonda la nostra comunità, e vanno dunque mantenute ben salde”. 

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