Incidente mortale sul lavoro in zona industriale a Vicenza: operaio 47enne cade da 15 metri

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Morti sul lavoro
Morti sul lavoro

Incidente mortale sul lavoro lunedì mattina in zona industriale a Vicenza. A morire nell’azienda HA Italia che si trova nella è stato un operaio di 47 anni che lavora per una ditta esterna e che, secondo le prime ricostruzioni riportate dall’Ansa sarebbe caduto da una quindicina di metri. Sono stati i colleghi a chiamare i soccorsi ma per l’uomo non c’era più nulla da fare. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e lo spisal che stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’incidente.

MORTI SUL LAVORO IN VENETO. DA GENNAIO A OTTOBRE SONO 81 I DECESSI. 9 VITTIME IN PIÙ DEL MESE PRECEDENTE

“È una strage silenziosa che si consuma inesorabilmente settimana dopo settimana, mese dopo mese. Abbiamo gli strumenti per fermarla. Eppure non tutti sembrano comprenderlo. Si ripete da tempo che è necessario un cambio culturale, a partire dai datori di lavoro fino ai lavoratori: la formazione e l’addestramento vengono spesso messi da parte o svolti in modo inefficace, eppure rimangono una delle principali leve per incidere sul fenomeno degli infortuni sul lavoro”.

Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Vega Engineering di Mestre, inizia così l’esplorazione dell’ultima indagine elaborata dal proprio team relativa ai primi dieci mesi del 2023.

“E poi c’è l’incidenza di mortalità rispetto alla popolazione lavorativa a raccontare realmente l’emergenza e consentire un vero confronto tra le diverse regioni. Ed è con questo tipo di analisi che il Veneto fa rilevare un’incidenza di mortalità inferiore, anche se di pochissimo, alla media italiana (28,9 infortuni mortali ogni milione di occupati contro una media nazionale di 29,1)”.

IL RISCHIO DI MORTE IN VENETO, PROVINCIA PER PROVINCIA, DA GENNAIO A OTTOBRE 2023. DALLA ZONA ROSSA ALLA ZONA BIANCA.

Per individuare le aree più fragili dell’Italia e della regione sul fronte della sicurezza sul lavoro, l’Osservatorio mestrino elabora una mappatura del rischio rispetto all’incidenza della mortalità.

La zona gialla, quella in cui è entrato il Veneto a fine agosto 2023, è la zona che, subito dopo la bianca, raggruppa le regioni con l’incidenza di mortalità sul lavoro tra le meno elevate a livello nazionale. E a fine ottobre 2023, il rischio di infortunio mortale in Veneto (28,9 morti per milione di occupati) risulta di poco inferiore alla media nazionale, pari a 29,1.

Per quanto riguarda le incidenze nel dettaglio in regione, si scopre che Verona è l’unica a trovarsi in zona rossa con un’incidenza di 52,9 ed è seguita in zona arancione da Belluno (34,3), Rovigo (32,3) e Treviso (31,7). In zona gialla si trovano Venezia (26,8) e Padova (24,2). In zona bianca Vicenza (5,2).

INFORTUNI TOTALI (MORTALI E NON) DEI PRIMI DIECI MESI DEL 2023

Sono 81 i decessi da gennaio a ottobre 2023 (contro i 93 del 2022): 62 quelli rilevati in occasione di lavoro (come lo scorso anno) e 19 quelli in itinere (12 in meno del 2022).

Il più elevato numero di decessi si è verificato in provincia di Verona (25). Seguono: Venezia con 19 vittime, Treviso (14), Padova (12), Vicenza (5), Rovigo e Belluno (3).
E anche quando si osserva la graduatoria degli infortuni mortali in occasione di lavoro (quindi esclusi quelli in itinere), è sempre Verona ad indossare la maglia nera con 22 decessi. Seguono: Treviso (12), Venezia e Padova (10), Belluno e Rovigo (3) e Vicenza (2).

Il Veneto, poi, è terzo in Italia sia per numero di vittime totali dopo la Lombardia (139) e la Campania (85) sia per decessi in occasione di lavoro sempre dopo la Lombardia (108) e la Campania (66).

Sono 58.656 le denunce di infortunio complessive su un totale, in Italia, di 489.526. Vale a dire circa il 12% di quelle rilevate a livello nazionale. Oltre un infortunio su dieci in Italia si verifica in Veneto.

Alla fine di ottobre 2023 le denunce di infortunio totali sono diminuite del 18,1% rispetto alla fine di ottobre del 2022: erano 71.587 e ora sono 58.656. Un decremento questo, è opportuno nuovamente sottolinearlo, dovuto quasi esclusivamente alla scomparsa dalle statistiche degli infortuni connessi al Covid.

Le Attività Manifatturiere, anche dopo i primi dieci mesi del 2023, sono ancora in cima alla graduatoria delle denunce di infortunio in occasione di lavoro (11.590). Sono seguite da: Costruzioni (3.625), Sanità (3.207), Commercio (3.206) e Trasporti e Magazzinaggio (3.023).
Ed è sempre la provincia di Verona quella con il maggior numero di denunce totali di infortunio (12.056), seguita da: Vicenza (11.311), Padova (11.131), Treviso (10.195), Venezia (9.923), Belluno (2.145) e Rovigo (1.895).

Infine, sono 19.289 le denunce di infortunio delle donne lavoratrici e 39.367 quelle degli uomini.

Le denunce dei lavoratori stranieri sono 15.447.
Le denunce di infortunio fino a 14 anni sono 4.009, ovvero ancora oltre il 10% del totale dei coetanei del paese e il 6,8% del totale degli infortuni dei lavoratori veneti.

L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa. Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.

La zonizzazione utilizzata dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering dipinge il rischio infortunistico nelle regioni italiane secondo la seguente scala di colori:
Bianco: regioni con un’incidenza infortunistica inferiore al 75% dell’incidenza media nazionale
Giallo: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell’incidenza media nazionale e il valore medio nazionale
Arancione: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell’incidenza media nazionale
Rosso: regioni con un’incidenza infortunistica superiore al 125% dell’incidenza media nazionale