Infermieri, tre casi di dedizione alla missione dalla provincia di Vicenza. Assembergs (Ulss 8): “Sono una grande ricchezza”

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Infermieri vicenza

Gli infermieri e il loro ruolo centrale nelle cure del sistema sanitario nazionale, o locale come nel caso delle strutture sanitarie di Vicenza e provincia. Un concetto alla base di una riflessione del direttore generale dell’Ulss 8 Berica, Peter Assembergs, che ieri ha incontrato alcuni di loro, recenti protagonisti, in alcuni casi loro malgrado, delle cronache.

Ogni giorno dovrebbe essere la giornata dell’infermiere”, ha detto il Dg riferendosi a tre storie distinte che hanno visto protagonisti rappresentanti del personale aziendale. Ovvero, la coppia di infermieri del Pronto Soccorso di Arzignano che hanno salvato un bambino di 13 mesi in arresto respiratorio a bordo di un volo di linea, Ilaria Valentini e Riccardo Marchetto, l’infermiera che il 2 giugno è stata aggredita da un paziente nel Pronto Soccorso di Vicenza, e Daniela Bortolaso, in servizio presso la Chirurgia maxillo facciale del San Bortolo.

Quest’ultima è ricoverata nel reparto di Recupero e riabilitazione funzionale della stessa struttura in cui lavora dopo essere stata vittima di un investimento stradale proprio nei pressi del luogo di lavoro. Ancora ricoverata, si è posta come obiettivo quello di tornare il prima possibile in servizio, trovando nella dedizione al lavoro e ai pazienti una motivazione ulteriore nel suo percorso di recupero.

Assembergs, recentemente finito nella bufera per presunti comportamenti “sopra le righe” con i dipendenti dell’azienda sanitaria che dirige, ha detto: “Il 12 maggio scorso abbiamo celebrato la Giornata Internazionale dell’Infermiere, ma ogni giorno deve essere la giornata dell’infermiere, perché ogni giorno con la loro professionalità e umanità gli infermieri svolgono un ruolo fondamentale all’interno dei nostri ospedali e nei servizi territoriali.

Le testimonianze dei pazienti – ha aggiunto – ci confermano quanto il loro impegno sia considerato e apprezzato e le vicende personali che ho avuto l’opportunità di approfondire rappresentano tre esempi molto diversi ma tutti significativi di questa dedizione.

C’è chi salva la vita di un bambino quando è in vacanza, perché assistere chi ha bisogno non è solo un lavoro, è un modo di essere. C’è chi non si tira indietro nemmeno quando si tratta di assistere soggetti problematici, ben consapevole dei rischi anche personali che purtroppo, nonostante tutte le precauzioni, possono esserci. E c’è chi trova nel tornare ad assistere i pazienti un obiettivo per rialzarsi da una carrozzina, pensando al dolore e alla malattia degli altri quando invece avrebbe tutte le ragioni per concentrarsi solo sulla propria sofferenza.

Le loro storie – ha concluso il direttore generale dell’azienda sanitaria di Vicenza – sono arrivate agli onori della cronaca, ma sono solo un esempio della dedizione e sensibilità che accomuna moltissimi altri nostri infermieri, ma anche medici e professionisti sanitari, che sono una grande ricchezza non solo per questa Azienda ma per tutta la comunità”.