
La Provincia di Vicenza ha presentato il “corridoio sicuro” per proteggere i rospetti che, ogni anno, dal lago di Fimon si spostano verso i boschi circostanti.
Il consigliere provinciale delegato all’Ambiente, Filippo Negro, ha illustrato il piano di interventi strutturali realizzati attorno allo specchio d’acqua per proteggere “una delle aree più delicate e preziose del territorio vicentino”, ha detto. Al suo fianco il tecnico provinciale Andrea Baldisseri e, operativo sul sito, i volontari di SOS Anfibi con il referente per Arcugnano Riccardo Muraro.
Lago di Fimon: un corridoio sicuro per salvare migliaia di rospetti
La Provincia di Vicenza ha realizzato un sottopasso dedicato sul lato sud dello specchio d’acqua che consente l’attraversamento in sicurezza. La collaborazione con il Comune di Arcugnano e l’associazione SOS Anfibi prevede azioni, quali il divieto di accesso anche per pedoni e ciclisti alla strada attorno al lago e la raccolta e il trasferimento di parte degli esemplari.
Il Comune di Arcugnano, grazie al commissario prefettizio Emanuele Cassaro, ha messo a disposizione un terreno di proprietà in via Boeca, all’inizio del lago, da utilizzare quale parcheggio nel periodo della migrazione: in questo modo le automobili non accedono ai luoghi potenzialmente interessati dagli attraversamenti. Il terreno si aggiunge al parcheggio già esistente, potenziando la capacità ricettiva.
In questi giorni i volontari hanno posizionato transenne e cartellonistica lungo il percorso della migrazione dei rospetti nell’area del Lago Fimon e svolgeranno sorveglianza e informazione. Sono previste deviazioni dei percorsi pedonali, e Muraro ha affermato che le modifiche non hanno generato lamentele: “C’è comprensione e rispetto – ha chiarito – anche perché la migrazione è visibile, i piccoli anfibi, grandi meno di un centimetro, sono dappertutto e sarebbe davvero difficile evitarli”.
Come è stato spiegato, in questo periodo dell’anno i rospetti, ovvero i piccoli anfibi che hanno appena completato la metamorfosi da girini e a cui sono spuntate le zampette, lasciano le acque del Lago Fimon per raggiungere i boschi circostanti. Un viaggio istintivo che, nel passato anche recente, si è spesso trasformato in tragedia a causa dell’antropizzazione dell’area con la presenza di strade, muretti e traffico veicolare, mettendo a rischio la conservazione dell’habitat.
Ai cittadini è stata chiesta collaborazione per il periodo (approssimativamente 3 settimane di maggio) e un approccio al sito fatto con attenzione e sensibilità, per ridurre il più possibile le inevitabili morie determinate da un esodo con direzioni non sempre prevedibili e comunque molto diversificate.
Tecnologia e infrastrutture al servizio della natura
Nel corso della presentazione degli accorgimenti volti a proteggere i rospetti del Lago di Fimon sono stati forniti anche alcuni dettagli tecnici del sottopasso.
L’opera, con annessa sistemazione della strada, si inserisce in un pacchetto di lavori del valore complessivo di oltre 300.000 euro, di cui 150.000 euro finanziati dalla Regione Veneto e il resto a carico della Provincia di Vicenza.
Sono state realizzate due postazioni di birdwatching, lato nord e lato sud. Queste strutture permettono ai cittadini e agli appassionati di ammirare l’area e i suoi habitat senza disturbare le specie protette. Particolare attenzione è stata rivolta all’inclusività: la postazione a sud ha infatti una passerella integrata che la rende completamente accessibile, permettendo a tutti di osservare la ricca biodiversità che caratterizza il lago.
Per garantire la sicurezza del sito, sono state installate due nuove sbarre metalliche automatizzate sui lati ovest e nord, controllate da un sistema di videosorveglianza integrato. Questo sistema mette fine ai vandalismi sulle vecchie sbarre in legno e garantisce il blocco del traffico non autorizzato, pur assicurando l’accesso ai mezzi di soccorso (SUEM, Vigili del Fuoco) tramite codici dedicati.
È stata garantita la manutenzione ordinaria del verde con sfalci periodici e sono stati anche effettuati lavori straordinari di potatura, con interventi su alberi che creavano situazioni di pericolo. Sono state sistemate la staccionata, la mezzaluna, le piazzole dei pescatori, è stata ripristinata la strada circumlacuale ed è stata inserita nuova cartellonistica.



































