Ddl antisemitismo, Lovat chiede audizioni in Veneto e critica la proposta Delrio

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Davide Lovat sul Ddl antisemitismo e la richiesta di audizioni in Veneto

Davide Lovat di Resistere Veneto chiede audizioni pubbliche in Consiglio regionale e contesta la proposta di legge Delrio.

Lovat sul Ddl antisemitismo sollecita un confronto pubblico in Veneto con costituzionalisti, giuristi e rappresentanti della società civile. La richiesta è rivolta al Consiglio regionale del Veneto, al quale l’esponente di Resistere Veneto domanda anche di trasmettere osservazioni a Governo e Parlamento.

Secondo Davide Lovat, la proposta di legge presentata dal senatore Graziano Delrio rischierebbe di sovrapporre la lotta all’antisemitismo con la critica politica al sionismo e alle scelte del governo israeliano. Si tratta di una valutazione politica espressa dall’autore della nota e non di un accertamento giuridico.

Lovat sostiene inoltre che alcune formulazioni possano incidere sulla libertà di espressione garantita dalla Costituzione. Proprio per questo propone che la discussione non resti confinata alle sole sedi parlamentari, ma coinvolga anche le istituzioni regionali attraverso audizioni aperte e documentate.

Il tema è già al centro di un confronto nazionale, come ricostruito nell’approfondimento sul dibattito parlamentare sul Ddl antisemitismo. Le posizioni in campo riguardano sia la necessità di contrastare con efficacia discriminazioni e odio antiebraico, sia la definizione dei confini entro i quali una norma penale o amministrativa può intervenire.

Lovat sul Ddl antisemitismo: la richiesta al Consiglio

La proposta avanzata da Resistere Veneto è quindi quella di ascoltare esperti di diritto costituzionale e soggetti portatori di orientamenti diversi. Per Lovat, un simile passaggio consentirebbe di valutare le conseguenze della legge prima della sua approvazione e di formulare eventuali rilievi istituzionali dal Veneto.

La nota non mette in discussione l’esigenza di contrastare l’antisemitismo, ma contesta l’impianto attribuito al testo Delrio. Il giudizio resta quello del firmatario e dovrà essere misurato sul contenuto effettivo della proposta e sull’iter parlamentare.