Se l’LR Vicenza rischia di perdere sul campo dell’AlbinoLeffe, e sia detto con tutto il rispetto per la squadra lombarda, le possibilità sono due: o era una giornata storta o c’è qualcosa che non va. La prima eventualità è da escludere perché, nell’occasione, i biancorossi non sono stati certo in credito con la fortuna. Si ricade, quindi, nella seconda opzione: anche da un test di quattro gare di campionato (più le tre amichevoli contro pari categoria in agosto), si può ricavare qualche indicazione sul malfunzionamento della squadra (leggi su ViPiu.it le dichiarazioni a fine partita di mister Francesco Baldini, Nicola Dalmonte e Michele Cavion).

C’è una domanda da farsi preliminarmente: c’è davvero qualcosa che non va nell’LR Vicenza? La risposta è sì. Il primo perché lo si trova nella discontinuità di rendimento. È inspiegabile, infatti, che una squadra alterni prestazioni scialbe a goleade stratosferiche. Altrettanto strano, poi, è che, anche in occasione del 6-1 allo Pro Sesto e del 4-0 al Lecco, la prestazione super ci sia stata dopo dei primi tempi anonimi. Un terzo dubbio è la efficienza nella fase difensiva, ormai riconosciuto punto debole dei vicentini che, infatti, nelle sette partite prese in esame, hanno ottenuto solo un clean sheet.

Il gap fra il progetto tecnico e tattico e la sua realizzazione

La prima evidenza è che fra il progetto tecnico e tattico ideato dall’allenatore Baldini e avallato dal ds Balzaretti e la sua realizzazione in campo ci sia ancora un bello stacco.

Quest’estate era stata annunciata un LR Vicenza aggressivo e mirato al possesso di ogni metro del campo, prevalentemente offensivo e, nel contempo, tecnico a centrocampo e in difesa. Il calciomercato aveva, in conseguenza, portato a Vicenza giocatori confacenti alle idee del tecnico: attaccanti da doppia cifra, centrocampisti da costruzione e da inserimento, esterni di rincalzo giovani e promettenti. Sulle lacune del lavoro di Balzaretti, si è già detto più volte che non ha risolto il rebus del portiere titolare e che mancano in rosa almeno un paio di difensori.

Le risultanze del campo sono state che l’identità tecnica e tattica, che è nelle intenzioni dell’allenatore, non si è vista quasi mai e, nelle partite in cui si è riscontrata (Virtus Verona, Pro Sesto e Lecco), la si è vista in coincidenza con un calo delle avversarie.

Il dato certo è che la predisposizione al gioco offensivo non si è, finora, concretizzata in un numero di marcature all’altezza se non in due occasioni, e, al netto dei dieci gol segnati in quelle, il rendimento è stato di sei centri in cinque gare e, cioè, con una media normalissima.

L’altra certezza è che la fase difensiva non è risultata quella ipotizzata dallo staff tecnico e non solo per la sua permeabilità ma anche per l’evidente difficoltà dei difensori di fronte anche ad avversari non propriamente stellari. Ricordiamo i due rigori già meritati, ricordiamo i numerosi cartellini gialli, ricordiamo la modesta contribuzione dei centrali arretrati alla fase di costruzione dal basso e al gioco offensivo.

Lo stacco fra progetto e attuazione può anche dipendere dall’incompleto impasto fra giocatori, sia tra quelli nuovi e quelli vecchi che tra i soli neoarrivati, come dalla difficoltà di assimilazione da parte di tutti dello stile di gioco baldiniano. Non si può, infatti, escludere che si stia pagando il prezzo della ricostruzione della squadra per una buona percentuale e che, magari, più d’uno necessiti di tempi di assimilazione più lunghi di un modulo a cui non era abituato.

La stessa propensione dell’allenatore a un turn over continuo lascia pensare che sia ancora alla ricerca degli interpreti migliori della sua visione di gioco.

Le scelte di Baldini con l’AlbinoLeffe

Alcune scelte di Baldini nella partita con l’AlbinoLeffe non sono state comprensibili e, alla resa dei conti, nemmeno produttive tant’è che il tecnico è stato costretto a una doppia radicale modifica dell’assetto all’inizio del secondo tempo.

La rinuncia al centrocampo a tre con un mediano-play maker e due mezzali a favore di quello con solo un doppio mediano ha segnato un cambiamento non marginale rispetto alle precedenti convinzioni di Baldini, come anche lo schieramento contemporaneo di tre attaccanti. Le due mosse hanno portato alla trasformazione del modulo 3-5-2 scelto finora in un 3-4-3 molto più offensivo da un lato ma anche parecchio sbilanciato dall’altro.

Baldini potrebbe aver puntato su queste novità nella convinzione che l’AlbinoLeffe fosse un avversario che, messo alle corde da un gioco aggressivo, avrebbe presto sbracato aprendo la strada a una nuova goleada biancorossa. Forse le informazioni ricevute dagli osservatori non erano così precise, forse un po’ di sottovalutazione è scaturita dalle statistiche dei lombardi in precampionato e nelle prime tre giornate. E nemmeno si può escludere che il tecnico vicentino sia stato per così dire tradito dalle prestazioni tutt’altro che esplosive dei suoi tre attaccanti che gli hanno fatto mancare nei fatti il risultato che si attendeva da quel modulo.

Fatto sta che è stato più bravo il suo collega Giuseppe Biava a sfruttare la situazione tattica, che ha riconosciuto nelle interviste del dopo partita: la disposizione in campo del Vicenza ha favorito le nostre ripartenze. Baldini non ha potuto fare altro che cambiare tutto nel secondo tempo, modificando due volte il modulo anche se, pur così facendo, non è riuscito a cambiare l’inerzia della partita se non parzialmente.

Meglio dimenticare, dunque, i pasticci combinati nella seconda trasferta di campionato. Il ritorno al Menti con avversaria la Juventus Next Gen (salvo rinvio) darà l’opportunità all’LR Vicenza di mettere meglio a fuoco le idee e di assettare in modo più razionale e duttile la squadra. Dovrebbe debuttare Ronaldo ed è auspicabile che dia il contributo fondamentale che si attende da un giocatore come lui.

 

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Gianni Poggi risiede e lavora a Vicenza. È iscritto all’Ordine dei giornalisti. Le sue principali esperienze giornalistiche sono nel settore radiotelevisivo. È stato il primo redattore della emittente televisiva vicentina TVA Vicenza, con cui ha lavorato per news e speciali ideando e producendo programmi sportivi come le telecronache delle partite nei campionati del Lanerossi Vicenza di Paolo Rossi, i dopo partita ed il talk show «Assist». Come produttore di programmi e giornalista sportivo ha collaborato con televisioni locali (Tva Vicenza, TeleAltoVeneto), radio nazionali (Radio Capital) e locali (Radio Star, Radio Vicenza International, Rca). Ha scritto di sport e di politica per media nazionali e locali ed ha gestito l’ufficio stampa di manifestazioni ed eventi anche internazionali. È stato autore, produttore e conduttore di «Uno contro uno» talk show con i grandi vicentini della cultura, dell’industria, dello spettacolo, delle professioni e dello sport trasmesso da TVA Vicenza. Ha collaborato con la testata on line Vvox per cui curava la rubrica settimanale di sport «Zero tituli». Nel 2014 ha pubblicato «Dante e Renzo» (Cierre Editore), dvd contenente le video interviste esclusive a Dante Caneva e Renzo Ghiotto, due “piccoli maestri” del libro omonimo di Luigi Meneghello. Nel 2017 ha pubblicato per Athesis/Il Giornale di Vicenza il documentario «Vicenza una favola Real» che racconta la storia del Lanerossi Vicenza di Paolo Rossi e G.B. Fabbri, distribuito in 30.000 copie con il quotidiano. Nel 2018 ha pubblicato il libro «Da Nobile Provinciale a Nobile Decaduta» (Ronzani Editore) sul fallimento del Vicenza Calcio e «No Dal Molin – La sfida americana» (Ronzani Editore), libro e documentario sulla storia del Movimento No Dal Molin. Nel 2019 ha pubblicato per Athesis/Il Giornale di Vicenza e Videomedia il documentario «Magico Vicenza, Re di Coppe» sul Vicenza di Pieraldo Dalle Carbonare e Francesco Guidolin che ha vinto nel 1997 la Coppa Italia.