Il lettore G.C. mi fa una domanda che merita una risposta complessa (qui la rubrica “Poggi risponde ai lettori“, ndr): “nel mercato di gennaio quanti giocatori dovrebbe acquistare l’LR Vicenza per cercare di salvarsi?”. Intanto due premesse: la rosa attuale del Lane – secondo il sito specializzato Transfermarkt – è la quartultima per valore della Serie B (12,75 milioni di euro) e temo che questa quotazione sia calata ultimamente; il sito CalcioFinanza, poi, rivela che il monte-ingaggi della società di Largo Paolo Rossi 9 è il quintultimo della Cadetteria (7,3 milioni di euro).

Perché queste premesse? Per contestualizzare qual è stata la finestra estiva del calciomercato, gestita dal direttore sportivo Giuseppe Magalini esonerato il 2 novembre. Quel che risulta è che la rosa del Vicenza è quella di una squadra di livello medio-basso e che gli stipendi dei giocatori sono allineati a questo livello.

È interessante vedere nel dettaglio quali siano gli ingaggi dei singoli. La fonte è un altro sito specializzato, Salary Sport, secondo cui il totale dei compensi è inferiore di 800.000 euro rispetto a quanto riferito da Calcio Finanza. Il calciatore più pagato è Davide Diaw (905.000 euro) e fa un certo effetto vedere che il secondo (520.000 euro) è Samuele Longo. Seguono Luca Rigoni (482.500) e Riccardo Meggiorini (464.500).

Il difensore dell’Lr Vicenza con il compenso più alto è Daniel Cappelletti (386.000) che percepisce poco più di Federico Proia (380.000). Nicola Dalmonte ha un ingaggio di 356.000 euro, Taugourdeau di 332.000. Fra i difensori, Grandi e Bruscagin hanno lo stesso stipendio (235.000 euro) come Calderoni e Pasini (175.000). Colpisce sia che Giacomelli abbia lo stesso stipendio di Pontisso (157.000 euro) sia che il portiere Alessandro Confente percepisca un compenso (151.000 euro) che è ben maggiore di quelli di Padella (139.000), Brosco (102.500) e Crecco (102.500).

I due giovani in prestito, Ranocchia e Di Pardo, prendono rispettivamente 42.000 e 90.500 euro. Zonta, una colonna del centrocampo biancorosso, ha un ingaggio di appena 25.000 euro e il portierino Semuel Pizzignacco di 15.600, cioè 1.300 euro al mese. In conclusione: fra i calciatori biancorossi più pagati ci sono alcuni fra quelli meno utilizzati o con un rendimento nettamente inferiore alle aspettative.

Un’ultima osservazione prima di passare alla risposta al quesito del lettore. Nella rosa vicentina ci sono ben quattordici giocatori con il contratto in scadenza al 30 giugno 2022, cioè a fine stagione. Per quattro di loro (Giacomelli, Meggiorini, Lanzafame e Calderoni) c’è l’opzione di rinnovo per un anno. Scadono invece nel 2023 i contratti di Longo, dei tre portieri Grandi Confente e Pizzignacco, dei difensori Ierardi e Brosco, di Taugourdeau e di Tommaso Mancini. Proia e Dalmonte, infine, saranno biancorossi fino al 30 giugno 2024.

È una situazione contrattuale piuttosto impegnativa da gestire per l’Lr Vicenza e complica non poco le prospettive del calcio mercato in uscita di gennaio, sia perché di solito sono ben poche le richieste per giocatori in scadenza (e il Vicenza ha metà rosa in questa condizione) sia perché i biancorossi che hanno reso meno finora hanno invece parecchie annualità di contratto e compensi alti. Però, per portare a Vicenza dei rinforzi, è necessario contemporaneamente cedere dei giocatori e questa potrebbe anche essere una conditio sine qua non per accedere alla fase in entrata.

Eccomi finalmente, caro G.C., alla risposta. A prescindere da tutte le complicazioni spiegate prima, sono convinto che il Vicenza abbia bisogno di almeno otto rinforzi. In dettaglio: tre difensori, due mediani, un regista e due attaccanti. E tutti devono essere in grado di giocare subito, motivati e di qualità.

Dato per sufficiente il pacchetto dei portieri, è palese la mancanza in rosa di due terzini esterni completi, in grado cioè sia di difendere che di proporsi sulle fasce. È un’angoscia quando il Vicenza è attaccato ai fianchi e gli avversari hanno ben capito questo deficit. Auspicando un rientro in piena efficienza di Cappelletti, bisognerebbe affiancarlo con un secondo centrale di pari livello e, soprattutto, forte nel gioco aereo per ovviare finalmente a una tara che la difesa si porta dietro già dallo scorso campionato.

Il centrocampo va innervato con un regista (sempre che, prima o poi, Taugourdeau non si dimostri il giocatore che ha contribuito alla promozione del Venezia l’anno scorso), un ruolo che è dai tempi di Di Gennaro che non è più coperto nel Vicenza. Un mediano, quello di destra, serve assolutamente e deve avere corsa, interdizione e tiro. Sarebbe anche il caso di avere un’alternativa a Ranocchia che, sarà anche giovane, ma avrà pur bisogno di rifiatare ogni tanto.

E, infine, devono arrivare due attaccanti di quelli che fanno tanti gol. C’è poco da fare, se crei tante occasioni e non segni mai, è evidente che mancano in rosa i goleador. Il Vicenza non può più aspettare che Diaw si ricordi come faceva a essere uno dei migliori realizzatori della Serie B o che Meggiorini, per altro centellinato causa età, riproponga quegli sprazzi da bomber dello scorso campionato. Ci vogliono, davanti, due punte spacca difese.

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Gianni Poggi risiede e lavora come avvocato a Vicenza. È iscritto all’Ordine dei giornalisti come pubblicista. Le sue principali esperienze giornalistiche sono nel settore radiotelevisivo. È stato il primo redattore della emittente televisiva vicentina TVA Vicenza, con cui ha lavorato per news e speciali ideando e producendo programmi sportivi come le telecronache delle partite nei campionati del Lanerossi Vicenza di Paolo Rossi, i dopo partita ed il talk show «Assist». Come produttore di programmi e giornalista sportivo ha collaborato con televisioni locali (Tva Vicenza, TeleAltoVeneto), radio nazionali (Radio Capital) e locali (Radio Star, Radio Vicenza International, Rca). Ha scritto di sport e di politica per media nazionali e locali ed ha gestito l’ufficio stampa di manifestazioni ed eventi anche internazionali. È stato autore, produttore e conduttore di «Uno contro uno» talk show con i grandi vicentini della cultura, dell’industria, dello spettacolo, delle professioni e dello sport trasmesso da TVA Vicenza. Ha collaborato con la testata on line Vvox per cui curava la rubrica settimanale di sport «Zero tituli». Nel 2014 ha pubblicato «Dante e Renzo» (Cierre Editore), dvd contenente le video interviste esclusive a Dante Caneva e Renzo Ghiotto, due “piccoli maestri” del libro omonimo di Luigi Meneghello. Nel 2017 ha pubblicato per Athesis/Il Giornale di Vicenza il documentario «Vicenza una favola Real» che racconta la storia del Lanerossi Vicenza di Paolo Rossi e G.B. Fabbri, distribuito in 30.000 copie con il quotidiano. Nel 2018 ha pubblicato il libro «Da Nobile Provinciale a Nobile Decaduta» (Ronzani Editore) sul fallimento del Vicenza Calcio e «No Dal Molin – La sfida americana» (Ronzani Editore), libro e documentario sulla storia del Movimento No Dal Molin. Nel 2019 ha pubblicato per Athesis/Il Giornale di Vicenza e Videomedia il documentario «Magico Vicenza, Re di Coppe» sul Vicenza di Pieraldo Dalle Carbonare e Francesco Guidolin che ha vinto nel 1997 la Coppa Italia. Dal 9 settembre è la "firma" della rubrica BiancoRosso per il network ViPiù, di cui cura anche rubriche di cultura e storia.