Maldini e l’addio alla Figc: la ‘verità’ su Guardiola, Pirlo e Malagò

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(Adnkronos) – “I patti sono stati rivisti, l’unica cosa da fare era dimettersi. Guardiola è stato molto vicino a accettare”. Paolo Maldini rompe il silenzio e al Corriere della Sera racconta come è maturato il divorzio dalla Figc del presidente Giovanni Malagò. Maldini, direttore tecnico, inizialmente avrebbe dovuto scegliere il ct con l’advisor Leonardo. Poi però, dice la bandiera del Milan, la situazione è cambiata dopo il mancato ingaggio di Andrea Pirlo. 

“Per prima cosa ho chiesto: il ct chi lo sceglie? Malagò mi ha risposto: l’allenatore lo decidete voi, e io lo avallo. Questo era l’accordo. Poi gli eventi hanno fatto sì che questa cosa cambiasse”, dice Maldini. 

Maldini e Leonardo avrebbero voluto Pirlo come ct. La candidatura però stata travolta dalle polemiche per i legami commerciali tra Pirlo e un provider russo di scommesse. 

“Questa cosa ha sicuramente contato. Noi non la sapevamo. L’opinione pubblica ha fatto il suo lavoro. Ma non c’era nulla sul piano giuridico che avrebbe potuto impedire ad Andrea di fare l’allenatore della Nazional”, dice. 

È stato un pretesto? “Direi di sì. Di sicuro lo si è cavalcato in modo assolutamente esagerato. Pirlo era disposto a chiudere i rapporti con la Bet company russa. È una persona correttissima, non meritava questo clamore. Hanno tirato fuori il codice etico, il decreto dignità. Ma se ci fosse stata la reale volontà di farlo firmare come ct, non ci sarebbero stati ostacoli legali”. 

Maldini e Leonardo hanno incontrato Pep Guardiola: “Siamo andati a trovarlo a Barcellona, abbiamo pranzato insieme, abbiamo parlato per un’intera giornata. Era molto tentato. È andato molto vicino ad accettare. Si era messo anche a scrivere formazioni sui fogli…”. 

Guardiola ha detto no “per stanchezza. Guardiola viene da dieci anni massacranti in Premier. Si è operato alla schiena. Vuole riposarsi. Ma è stata una discussione molto seria, abbiamo studiato le rose, dagli under 17 in su… Così siamo andati su Andrea. Malagò sapeva tutto, l’abbiamo informato passo dopo passo”. 

Un ultimo dettaglio: con Pirlo, gli altri candidati erano Daniele De Rossi e Fabio Grosso, allenatori di Genoa e Fiorentina. 

“Ma il presidente ci ha detto che in base agli accordi che l’hanno portato all’elezione, con l’appoggio di tutti i club tranne la Lazio, non potevamo toccare gli allenatori delle squadre di serie A. Quindi De Rossi e Grosso erano esclusi”. 

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