
Il clima sta cambiando, sempre più velocemente nel corso degli anni, e i fenomeni che prima sembravano avere un tempo di ritorno pluridecennale, oggi sembrano invece ripetersi a cadenza ravvicinata. Di questo e molto altro ha parlato Marco Rabito nella sua partecipazione alla serata di divulgazione presso Spazio Aperto ieri sera, dove è stato presentato al pubblico dalla nostra Giulia Matteazzi.
La serata si è svolta proprio al termine di una giornata di emergenza ambientale, per l’incendio che ha interessato l’azienda Deroma di Malo, che produce e commercializza vasi da interno ed esterno.
Rabito, da noi già intervistato nel numero 310 di VicenzaPiù agosto settembre, è meteorologo AMPRO, vicesindaco di Monticello Conte Otto, conduttore e opinionista sportivo sul canale Tva Vicenza, ma prima di tutto è divulgatore scientifico e presidente di Meteo in Veneto.
L’esperto ha esordito presentando le proprie attività, tra cui il supporto fornito alle Amministrazioni comunali per la gestione del territorio e la prevenzione (ad esempio la salatura delle strade), e l’associazione AMPRO, che regolarizza la professione attraverso un elenco nazionale di meteorologi e tecnici meteorologi, poiché non esiste una legge italiana che dia regole a chi vuole esercitare queste professioni.
Per regolare e armonizzare il settore a livello centrale, lo Stato ha istituito l’Agenzia Nazionale ItaliaMeteo, che ha proprio il compito di fare da fulcro nazionale distribuendo la conoscenza meteo-climatica e coordinare le Arpa locali.
Marco Rabito: “Difficile parlare del cambiamento climatico ai politici e alla gente”
Il meteorologo non ha negato una difficoltà nel dare consapevolezza alle persone sul cambiamento climatico, perché esistono i negazionisti – ricordiamo che Rabito è stato vittima di critiche e diffamazione via social -, ma anche perché spesso i media fanno un’errata narrazione della meteorologia.
Con parole semplici, Rabito ha poi fornito qualche nozione, tra cui effetto serra, riscaldamento globale e peso sul PIL del cambiamento climatico. Dal generale si è passati al locale, analizzando la situazione del Veneto questa estate, spesso paragonata per valori di temperatura all’estate “horribilis” del 2003.

L’ultima trascorsa è stata l’estate più calda mai osservata (ovvero dal 1919, anno dal quale sono disponibili i dati) per il 78% del territorio vicentino; le misurazioni effettuate nella stazione meteorologica sita nel Parco della Pace – luogo simbolico perché fino al 2008 vi era l’Aeronautica militare a fare le previsioni – segnalano una stagione di 45 notti tropicali e 34,8 giorni con una situazione di disagio fisico percepito.
Il problema attuale è che il caldo soffocante dura molti giorni di seguito, non dando mai una tregua e non permettendo al corpo umano di “riprendersi”.
La necessità di adeguare il territorio ai cambiamenti climatici
Nonostante la costruzione dei tre bacini in provincia di Vicenza, il territorio non è privo di rischi: i cambiamenti climatici rapidi obbligano a continui interventi; in parole povere non è detto che un bacino che ha protetto la città nel 2024 possa proteggerla anche con gli eventi repentini futuri. Negli ultimi anni, infatti, piove tanto in modo improvviso e la cementificazione eccessiva provoca il fenomeno del runoff, la pioggia che scivola via causando frane e alluvioni.
Secondo Marco Rabito la siccità di questa estate ci obbliga a “far tesoro” dell’acqua che cade dal cielo, costruendo invasi, ma soprattutto procedendo con l’infiltrazione dell’acqua in falda, ovvero rimettendo l’acqua nelle falde attraverso opere sottoterra.
I temporali, inoltre, sono molto localizzati e fuori dalla stagione estiva; il Mar Mediterraneo è sempre più caldo, e raffiche di vento e grandine sono ogni anno più dannose.
Il meteorologo tra passato e presente
Rabito ha spiegato ai partecipanti alla serata il cambiamento climatico riportando alcune evidenze: in primis il fattore neve, a Vicenza infatti l’ultima grande nevicata risale al 18 dicembre 2020, con un accumulo di 18 cm. In passato, in inverno nevicava sempre, ora invece la neve non si vede più. Nel 2026 sono stati 35 i giorni di gelo (ovvero in cui la temperatura è scesa sottozero), a fronte dei 92 giorni di durata del cosiddetto inverno meteorologico – che inizia il 1°dicembre e termina il 28 febbraio.
Il meteorologo ha poi riportato alcuni memorabili episodi del passato: dalla grande nevicata del gennaio 1985 al grandine record del 2023 (con chicchi di 19,2 centimetri ad Azzano Decimo), al tornado della Riviera del Brenta dell’8 luglio 2015 fino ai 79,6 millimetri di pioggia caduti in tre ore lo scorso 10 settembre a Vicenza.
Le memorie meteorologiche si sono intrecciate ai ricordi calcistici attraverso gli interventi di Luca Pozza, giornalista sportivo, mentre gli aneddoti raccontati dallo stesso Marco Rabito hanno dimostrato la sua passione verso la meteorologia fin da bambino, quando osservava il cielo e il moto dei venti. A questi si sono aggiunte le domande del pubblico curioso verso la materia: “cosa fare in montagna se scoppia un temporale?”, “tornado e tromba d’aria sono sinonimi?“, “cos’è un downburst?”, e così via, in una serata certamente da ripetere per l’alto livello di interesse e di consapevolezza verso un argomento che ormai tutti dobbiamo prendere sul serio.
Tra i commenti raccolti tra il pubblico, il plauso al meteorologo per la sua bravura e capacità di divulgare con chiarezza e senza annoiare, catturando l’ascolto attraverso esempi e con ironia.
Appuntamento ora con i prossimi eventi presso Spazio Aperto: sabato 10 ottobre, alle 18.30 con Antonio Mazzeo in due sessioni. La prima sessione sarà dedicata a Maltauro e agli appalti tra basi statunitensi e Antimafia, mentre nella seconda Mazzeo presenterà Mi chiamo Handalino, raccolta di favole dedicata ai bambini di Gaza.
Domenica 11 ottobre, per tutta la giornata, si cambierà scenario senza lasciare il Vicentino: Alla scoperta della Vaca Mora riporterà l’attenzione sul celebre treno a vapore e sul plastico realizzato da Ivo Bettanin, della cui storia e attività c’è un’anteprima su VicenzaPiù n. 310. Un’occasione per tuffarsi nel passato del territorio e dei suoi trasporti.
È gradita la conferma di partecipazione agli appuntamenti scrivendo a info@laltrastampa.com. L’indirizzo da raggiungere è viale Verona 35, Vicenza.







































