Massimo Cacciari al Teatro Romano di Verona con il suo Re Lear in prima nazionale

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Massimo Cacciari Re Lear Verona al Teatro Romano

Il 3 settembre Massimo Cacciari porta al Teatro Romano di Verona “Rex Destruens Re Lear”, nuova creazione tra filosofia e scena diretta da Leonardo Tosini.

Massimo Cacciari Re Lear Verona sarà protagonista giovedì 3 settembre alle 21.15 al Teatro Romano con la prima nazionale di “Rex Destruens Re Lear”. La nuova creazione per l’Estate Teatrale Veronese è curata dallo stesso filosofo e affidata alla regia di Leonardo Tosini.

Lo spettacolo attraversa il capolavoro di Shakespeare per interrogare la crisi dell’autorità, il conflitto tra generazioni e la dissoluzione dei legami. Il titolo mette in primo piano un re che distrugge il proprio ordine mentre tenta di distribuire potere e affetti, aprendo uno spazio nel quale pensiero filosofico e linguaggio scenico si confrontano.

L’appuntamento arriva nella parte conclusiva della stagione veronese e propone un’altra forma di dialogo tra riflessione e teatro. Il tema richiama anche l’anteprima di ARTis a Vicenza, dove Cacciari interverrà a novembre su Karl Kraus e “Gli ultimi giorni dell’Umanità”.

Massimo Cacciari Re Lear Verona: filosofia e scena

Nel lavoro al Teatro Romano la tragedia non viene presentata soltanto come vicenda familiare. La caduta di Lear diventa una lente sul potere contemporaneo, sulle sue fratture e sul senso apocalittico del presente. La regia di Tosini traduce questi interrogativi in un dispositivo teatrale pensato specificamente per la rassegna.

La serata è annunciata come prima nazionale e si inserisce nel cartellone dell’Estate Teatrale Veronese, manifestazione che utilizza il Teatro Romano come spazio centrale per prosa, danza e musica. La cornice archeologica rafforza il confronto tra il testo shakespeariano e le domande politiche e morali poste dalla rilettura.

Per Massimo Cacciari Re Lear Verona l’appuntamento è fissato alle 21.15. La proposta intende rivolgersi non solo agli spettatori abituali della tragedia, ma anche a chi cerca nel teatro uno strumento per leggere le trasformazioni dell’autorità e i conflitti che attraversano le relazioni tra individui e generazioni.