
Il progetto per la realizzazione di un impianto agrifotovoltaico da parte di una multinazionale spagnola a Bolzano Vicentino, anche su alcuni terreni dati in concessione da Ipab Vicenza, ha attirato l’attenzione di Resistere Veneto, rappresentato nel Consiglio della Regione Veneto da Riccardo Szumski e dal vicentino Davide Lovat.
Come riportato dalla stampa locale, l’impianto è in fase progettuale, non ha ancora conseguito dunque le autorizzazioni ministeriali, mentre a livello locale sarebbe stata prevista una potenza tale da rimanere sotto la soglia che implica un via libera dalla Regione. Il presidente Ipab Vicenza, Achille Variati, ha sottolineato l’aspetto economico benefico dell’operazione, e la concessione limitata di ettari di sua proprietà, solo 37 dei 154 posseduti in zona. Il Comune, per il tramite del sindaco ha invece fatto sapere di essere a conoscenza dell’operazione solo attraverso canali non ufficiali, in quanto l’interfaccia istituzionale del privato è il Ministero dell’Ambiente. Contro il progetto si sono subito schierati cittadini che nella zona vivono o hanno aziende agricole.
Sull’impianto agrifotovoltaico a Bolaìzano Vicentino Resistere Veneto ha presentato un’interrogazione a risposta immediata alla Giunta regionale del Veneto per sapere quali valutazioni sono state fatte, nell’ambito delle proprie competenze autorizzatorie e pianificatorie, “sulla procedura avviata dall’Ipab di Vicenza per la concessione del diritto di superficie sui terreni agricoli interessati dal progetto, nel rispetto delle norme e della compatibilità dell’intervento con la tutela delle aree agricole produttive, del paesaggio rurale e della continuità delle attività agricole”, spiegano Szumski e Lovat.
Questo perché le leggi regionali “assoggettano ad autorizzazione regionale l’utilizzo del patrimonio disponibile delle Ipab al fine di migliorarne la redditività e la resa economica e che la concessione di un diritto di superficie pluridecennale su vaste superfici agricole determina una significativa compressione della disponibilità patrimoniale e funzionale dei beni interessati”.
I consiglieri regionali di Resistere Veneto aggiungono: “La legge in vigore prevede che gli impianti da fonti rinnovabili possano essere localizzati anche in aree agricole, ma dispone altresì che nell’ubicazione degli interventi debba essere garantita la tutela del patrimonio culturale, del paesaggio rurale, della biodiversità e delle tradizioni agroalimentari locali. Inoltre, la Regione del Veneto ha avviato una riflessione normativa sul tema, anche con audizioni qualificate svolte nelle Commissioni permanenti del Consiglio regionale e nei mesi scorsi sono stati depositate proposte finalizzate ad apportare modifiche alla legge regionale 19 luglio 2022, n. 17 con l’indicazione di privilegiare superfici urbanizzate o compromesse”.



































