NOSTRADOMUS, resindenzialità per terza età: progetto sfida che unisce “sistema casa” e pensionati ANAP (Confartigianato Imprese Veneto)

Un piano operativo pluriennale di azioni finalizzate a sostenere e promuovere l’housing della terza età. Città e case “smart”, Boschetto: “i sistemi domotici possono migliorare l’autonomia di anziani e disabili ma occorre indirizzarne e supportarne la cultura.

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Gli over 65 in Veneto oggi? Un milione122 mila (il 22,9% della popolazione). Quasi 347 mila gli ultra 80enni (7,0% della popolazione). Un indice di vecchiaia, il rapporto tra ultra 65enni under 15, che ha già assunto proporzioni notevoli: 172,1 e dovrebbe raggiungere un valore pari a 282,1 nel 2049. Una aspettativa di vita che si allunga ma i dati epidemiologici riportano che in media le persone anziane, proprio per questo, convivono sempre per più anni con patologie che possono minare l’autonomia e causare situazioni di fragilità.

Se oggi per ogni 10 under 15 abbiamo “15 anziani” tra trent’anni avremo quasi 30 anziani per ogni dieci ragazzi. Una “popolazione” questa, a maggiore rischio di infortuni -una delle principali preoccupazioni rispetto alla vita domestica-, in particolare di quelli soli. Il Rapporto ISTAT sugli “incidenti domestici” evidenzia che in Italia, nel corso del 2020, ci sono stati più incidenti e infortuni fra le quattro mura domestiche che sulle strade, oltre 3 milioni. Gli infortuni più comuni sono: 45% cadute e 27,5% ferite da taglio. Si stima che la struttura edilizia dell’ambiente domestico determini quasi il 30% di questi eventi: pavimenti 18,5% e scale 10%. La cucina è la parte della casa più coinvolta (38% dei casi), il bagno e camera da letto 10% ciascuno. In Veneto circa 7mila ricoveri causati da incidenti domestici all’anno riguardano persone con oltre 75 anni di età (il 50% circa dei ricoveri da incidente domestico). Il 64% delle cadute in Veneto avviene in casa e più del 36% degli over 65 dichiara di avere paura di cadere.

“Questi dati fotografano una situazione allarmante che, alla lunga, minerà il nostro sistema di welfare. Per questo è necessario rafforzare i meccanismi di sostegno alla famiglia e investire sui servizi ma non solo. L’aumento dell’età impone di trovare soluzioni per sostenere e prolungare l’autonomia delle persone nei loro luoghi ed ambienti quotidiani. La tecnologia sta già mettendo a disposizione sistemi che consentirebbero di rendere l’abitazione e gli ambienti di vita “intelligenti”, cioè in grado di adattarsi progressivamente alle esigenze di chi li fruisce. Da qui un importante progetto sui versanti sia della domanda che dell’offerta, che vede collaborare Confartigianato Imprese Veneto, ANAP Veneto, l’associazione dei pensionati artigiani, e le categorie del Sistema Casa (edili, installatori e legno) per avere città e case più smart.

NostraDomus -finanziato da EBAV- lavorerà in modo inclusivo e trasversale nell’affrontare le diverse sfaccettature dell’invecchiamento tra le mura domestiche e generare ricadute su più livelli nell’Associazione e nel territorio. Obiettivo è estendere il concetto di sostenibilità da quella ambientale, su cui punta ad esempio il superbonus 110%, a quella sociale ed economica che guarda alla qualità della vita delle famiglie e delle persone.

In sintesi il Progetto lavorerà su queste aree: sensibilizzare le istituzioni a tutti i livelli sul tema dell’invecchiamento in casa e sulla necessità di investire in questo ambito; stimolare la crescita delle competenze delle aziende artigiane e dei professionisti del settore casa per poter essere sempre più efficaci nell’affrontare i bisogni che cambiano; sensibilizzare i cittadini di tutte le età sull’importanza di avere abitazioni adattabili alle diverse fasi di vita; creare collaborazioni e reti tra tutti gli enti e le organizzazioni che si occupano dei diversi bisogni legati all’invecchiamento come Università e ricerca, i produttori di tecnologia, gli Ordini Professionali le Istituzioni, l’ANCI e tutto il comparto sia pubblico che privato”.

Ad annunciarlo Roberto Boschetto Presidente di Confartigianato Imprese Veneto che afferma: “abbiamo la grande occasione di intercettare le opportunità date dai finanziamenti del PNRR di cui già 4 miliardi di euro sono stati impegnati dal Ministro della Salute Speranza per un maxi piano per le cure domiciliari da rendere omogenee in tutto il Paese (le previsioni del Governo dicono che un paziente in ospedale costa 600 euro al giorno e solo 60 a casa) ed i 500 milioni di euro dedicati alla linea rivolta al sostegno delle persone vulnerabili e prevenzione dell’istituzionalizzazione degli anziani non autosufficienti. C’è anche bisogno dell’impegno della Regione Veneto a dedicare una parte dei 2 miliardi a disposizione della nuova programmazione 2021-2027 su obiettivi coerenti a questa grande sfida. A partire dalla infrastruttura della banda larga sino ad un sistema sanitario e assistenziale connesso alla rete”.

Ma quanto e come i cambiamenti demografici influenzano la domanda abitativa? La nostra analisi “Scegliere la casa. Come si compone la qualità nelle attese del consumatore” (2019), ha evidenziato come al crescere dell’età si preferisca stare in città in metrature più contenute e in contesti residenziali condominiali.

“Il ricorso alla domotica –afferma Boschetto – può essere una delle soluzioni e facilitare la vita delle persone soprattutto nell’ambito della rilevazione e segnalazione di intrusioni, nel controllo domestico e per l’ausilio alla mobilità e vita quotidiana per persone anziane e/o con disabilità. I risultati di un nostro sondaggio indicano che, se da un lato il 93% della popolazione ritiene la domotica essenziale per aumentare l’autonomia di anziani, malati e disabili, migliorare il confort e la sicurezza, le attese si concentrano su “semplificare la vita quotidiana delle persone” (37%), seguita dal migliorare il comfort delle abitazioni (32%). Migliorare l’autonomia di anziani e disabili è quindi al contempo ai primi posti come obiettivo a cui la domotica può rispondere e, tuttavia, ritenuto ancora poco significativo circa le attese dei consumatori finali. Si tratta quindi di pensare ad un’edilizia sostenibile e più accessibile (come si auspica nel Libro Verde sull’invecchiamento demografico di fine gennaio 2021 della Commissione Europea)”.

“Questa nostra iniziativa –afferma Fiorenzo Pastro Presidente ANAP Veneto– si basa sull’importanza di progettare e adeguare le abitazioni esistenti (1 milione di case in Veneto sono state progettate e costruite tra gli anni 60-80) ai bisogni che cambiano nelle diverse fasi della vita. Questo significa: abbattere le barriere architettoniche, migliorare l’accessibilità, adeguare gli spazi interni per renderli maggiormente accessibili e sfruttare le nuove tecnologie -che vanno però pensate a misura di anziano- per rendere le residenze più funzionali e sicure in presenza di fragilità. E non ci rivolgiamo solo agli anziani di oggi, ma anche a quelli di domani. Da un nostro questionario è infatti emerso che al problema ci pensano, oggi, solo quelli più vicini alla terza età. Per questo il primo step del progetto si concretizzerà venerdì 17 p.v. a Soave (VR) nel corso del convegno annuale ANAP Veneto “CASA AMICA – invecchiare nella propria casa ospiti”, appuntamento impreziosito dalla presenza di Manuela Lanzarin, Assessore alla Sanità, Servizi Sociali e programmazione socio sanitaria – Regione Veneto e da un contributo video di Sen. Avv. Erika Stefani – Ministro per le disabilità, in cui presenteremo in anteprima la guida “CASA AMICA”, Strumento che permetterà di avere stimoli e suggerimenti per guardare con attenzione alla propria abitazione e alle migliorie che richiede per viverci al meglio nella terza età”.

“A questo quadro complessivo –conclude Boschetto– come associazione di categoria non possiamo non tenere conto che il 92% dei veneti ha la casa, ma solo il 6% delle case ha meno di 35 anni (rapporto Agenzia delle Entrate) e che c’è un mercato italiano delle soluzioni per la Smart Home da 350 milioni di euro (2018) in crescita esponenziale (sicurezza, smart home speakers etc). Un mercato straordinario per le nostre 55mila imprese artigiane venete dell’edilizia, installazione e legno che danno lavoro a oltre 111mil addetti che rende la forza di un progetto che agisca sulle imprese per avere una offerta professionale e aggiornata, sui consumatori che hanno la casa, le diponibilità economiche ma non le conoscenze e le competenze sulle possibili soluzioni ed infine sullo sviluppo di una integrazione della domotica con la rete dei servizi sociali e sanitari territoriali, sviluppando cultura, politiche pubbliche e prassi amministrative e gestionali”.

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