Nuovi allarmi bomba nelle scuole venete, Stefani: «Sconsiderati giocano con la paura»

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Allarmi bomba scuole, Palazzo Balbi sede della Regione Veneto

I nuovi allarmi bomba scuole registrati anche in Veneto provocano la condanna del presidente regionale Alberto Stefani, che chiede di individuare i responsabili.

La dichiarazione è stata diffusa dalla Regione del Veneto dopo che alcuni istituti hanno ricevuto messaggi minatori via posta elettronica. Le segnalazioni hanno imposto verifiche, evacuazioni e interruzioni delle lezioni, generando preoccupazione tra studenti, personale scolastico e famiglie.

Stefani definisce intollerabile il ripetersi di episodi che utilizzano minacce per seminare panico. Nei giorni precedenti il tema era già emerso con i falsi allarmi bomba nelle scuole del Veneto, condannati dalle istituzioni regionali.

Allarmi bomba scuole, la vicinanza agli studenti

Il presidente sottolinea che le famiglie hanno il diritto di considerare la scuola un luogo sicuro e protetto. A suo giudizio, l’invio di messaggi minatori crea un clima di tensione e intimidazione che coinvolge persone estranee alle responsabilità di chi compie il gesto.

La dichiarazione esprime vicinanza ai ragazzi costretti a lasciare gli edifici e a interrompere le attività didattiche. Stefani ringrazia inoltre le forze dell’ordine intervenute per effettuare i controlli, mettere in sicurezza gli istituti e consentire la successiva ripresa delle lezioni.

Il presidente auspica che i responsabili siano identificati e chiamati a rispondere delle proprie azioni secondo la legge. Il riferimento è anche al peso organizzativo imposto alle scuole e ai servizi di emergenza, chiamati ad attivare procedure di sicurezza ogni volta che una minaccia viene segnalata.

I nuovi allarmi bomba scuole arrivano dunque a pochi giorni da episodi analoghi. Gli accertamenti dovranno stabilire provenienza e collegamenti dei messaggi, mentre le autorità invitano a non sottovalutare alcuna segnalazione e a seguire le indicazioni fornite durante le evacuazioni.