Veneto, oltre un milione di euro per nuovi boschi e parchi urbani: manutenzione obbligatoria per 20 anni

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percorso ciclabile Val Grande Bibione nel bosco dell’oasi bando Boschi in pianura

La Regione Veneto mette a disposizione oltre un milione di euro per realizzare nuovi boschi, parchi urbani, siepi e filari alberati nella pianura veneta, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria, contrastare gli effetti delle alte temperature e rafforzare la biodiversità. La Giunta regionale ha approvato il bando 2026 “Boschi in pianura”, con una dotazione complessiva di 1.025.425,64 euro e contributi che possono arrivare fino al 100% della spesa ammissibile.

L’iniziativa, annunciata il 2 novembre dal presidente della Regione Alberto Stefani insieme agli assessori Dario Bond, competente per Agricoltura e Foreste, ed Elisa Venturini, per l’Ambiente, punta a incrementare la presenza di aree verdi nei territori di pianura, dove urbanizzazione e attività umane hanno modificato profondamente il paesaggio.

«Con questo bando contribuiamo a creare nuovi luoghi di biodiversità, aree verdi accessibili e fasce alberate capaci di migliorare la qualità dell’aria e dell’acqua e mitigare gli effetti del cambiamento climatico», ha dichiarato Stefani, sottolineando la scelta di finanziare fino all’intero importo delle spese ammissibili per favorire la realizzazione degli interventi.

Tre tipologie di intervento finanziate con il bando Boschi in pianura

Il bando regionale prevede tre categorie di progetti.

  • Boschi naturaliformi: nuove formazioni arboree in aree agricole e non agricole, con finalità ambientali, paesaggistiche e ricreative.

  • Parchi e aree verdi urbane: spazi destinati prevalentemente alla fruizione sociale e ricreativa.

  • Siepi e filari alberati: nuovi impianti nelle aree agricole, per rafforzare la continuità ecologica e diversificare il paesaggio rurale.

Gli interventi dovranno essere realizzati utilizzando specie arboree e arbustive autoctone, o di antico indigenato, compatibili con le condizioni climatiche ed ecologiche del territorio. Sono invece esclusi gli impianti di arboricoltura da legno a ciclo breve e medio-lungo e le formazioni a rapido accrescimento.

La scelta delle specie e la cura degli impianti sono considerate elementi centrali per garantire che i benefici ambientali non si esauriscano nei primi anni.

Alberi contro il caldo e per la qualità dell’aria

La misura mira anche ad aiutare i centri urbani ad affrontare le temperature elevate. Gli alberi possono infatti creare zone d’ombra, ridurre il riscaldamento di strade e piazze e contribuire a rinfrescare l’ambiente attraverso il rilascio di umidità dalle foglie.

«Piantare nuovi alberi nella pianura veneta significa aiutare i nostri paesi e le nostre città ad affrontare il caldo», ha evidenziato l’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini, ricordando i benefici per la vivibilità degli spazi all’aperto, soprattutto per anziani, bambini e persone fragili.

Boschi, siepi e filari contribuiscono inoltre ad assorbire anidride carbonica e a offrire rifugio a numerose specie animali. Per l’assessore all’Agricoltura e Foreste Dario Bond, è quindi importante sostenere progetti di qualità, basati su piante adatte alle condizioni locali e capaci di durare nel tempo.

Chi può presentare domanda al bando Boschi in pianura

Possono partecipare al bando Boschi in pianura le amministrazioni pubbliche, i Consorzi di bonifica, le fondazioni e le associazioni riconosciute e non riconosciute, purché prive di carattere d’impresa e in possesso dei requisiti previsti dall’avviso.

Ogni soggetto può presentare una sola domanda. Per essere ammissibili, gli interventi dovranno riguardare una superficie minima di 2.000 metri quadrati, oppure uno sviluppo lineare di almeno 200 metri.

Le domande dovranno essere trasmesse tramite posta elettronica certificata (PEC) a Veneto Agricoltura, l’ente incaricato della gestione del bando.

Lavori entro 24 mesi e manutenzione per vent’anni

Tra gli obblighi previsti figurano tempi di realizzazione e impegni di conservazione a lungo termine. I lavori dovranno essere completati entro 24 mesi dalla comunicazione di concessione del contributo.

Una volta realizzati, boschi, parchi, siepi e filari dovranno essere mantenuti per almeno vent’anni. Un vincolo che punta a evitare che gli interventi si limitino alla piantumazione iniziale e a garantire la continuità dei benefici ambientali.

La Regione, con il bando Boschi in pianura, punta così a sostenere nuove infrastrutture verdi nella pianura veneta, coniugando la riqualificazione del paesaggio con la lotta al caldo, la tutela della biodiversità e il miglioramento della qualità degli spazi urbani e rurali.