Sfondando una porta aperta, rileviamo un episodio di giustizia che ci conferma in quali brutte mani siamo per l’amministrazione della stessa. Il libro degli orrori è senza fine, ma quello che oggi evidenziamo ci colpisce in modo particolare perché, oltre a confermare la debolezza dei sudditi al sistema giudiziario, riguarda un caso che a suo tempo fece molto scalpore anche perché riguardava una persona disabile.

Correva l’anno 2020, gennaio, e uno studente disabile in una piazza fiorentina (Brunelleschi) da cui si accede alla facoltà di Lettere, grazie ad una buca lì presente dal 2012 cadde con la carrozzina e morì. Sdegno di tutti i tipi, città che si domandava perché, proclami di giustizia. La procura avvia indagini contro due tecnici della società che aveva in appalto la manutenzione delle strade in città e un ingegnere del Comune responsabile dell’esecuzione del contratto. Le indagini sono state chiuse dopo oltre due anni ma l’udienza che si doveva tenere in questi giorni viene rinviata al prossimo 23 febbraio (1) perché… la procura si è dimenticata di interrogare un indagato.
Cioè: visto che è colpa della stessa procura, e quindi dovrebbe sentire un certo imbarazzo, non la rinvia al giorno o alla settimana dopo, ma dopo CINQUE MESI.

La vittima è morta e protesta poco, ma sono vivi i suoi cari e tutti noi cittadini/sudditi di questa giustizia. Che se pensiamo di dover finire nelle “grinfie” di questa macchina non oleata, ci vengono i brividi e facciamo il diavolo a quattro per non doverci mai finire.
Certo, per non dover finire ad aver a che fare con la giustizia basta essere probi e onesti, ma le buche in piazza Brunelleschi non le creiamo noi e non ci caschiamo di proposito per poi anche morirci.

Questioni di piccolo cabotaggio, direbbero gli esperti di giustizia e di malagiustizia, che le problematiche sono gravi e molto più gravi ad altri livelli. Ma questo è il paese della riforma Cartabia, che quasi nulla riforma, e dei referendum garantisti che vengono boicottati da tutti, inclusi alcuni che li avevano promossi. E questo è il Paese dei tanti Niccolò Bizzarri, studente disabile fiorentino, a cui per riconoscere giustizia ci si incastra (oggettivamente e soggettivamente) in un sistema che fa schifo.

Sul nuovo ministero della Giustizia si sente tanto parlare in questi giorni, ché la nuova maggioranza parlamentare sembra debba partorire una sorta di maghetto in grado di risolvere tutto. Vedremo. A noi, che non crediamo nei maghi, ci basterebbe che quando la procura sbaglia, paghi e rimedi SUBITO ai propri errori. E se si riuscisse a far digerire questo agli esercenti dei tre poteri dello Stato (legislativo, esecutivo e giudiziario), sarebbe acquisito più della metà del percorso di una riforma umana.

1 – Corriere della sera, ed. Firenze del 30/09/2022
 
 

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Fonte: Perché la giustizia italiana fa schifo. Un caso fiorentino… e non solo

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