
L’eurodeputata di Europa Verde, Cristina Guarda, ha lanciato un’iniziativa rivolta a donne in età fertile che prevede analisi del sangue specifiche a Bruxelles per rilevare la presenza di TFA (acido trifluoroacetico) e altri PFAS nel sangue, sostanze ritenute altamente nocive per la fertilità e lo sviluppo fetale.
L’iniziativa della politica vicentina prevede inoltre voli gratuiti per raggiungere la capitale del Belgio e alloggio pagato. Ad oggi, si apprende da Il Corriere del Veneto, circa trenta donne provenienti dalle aree contaminate del Veneto ma anche da altre regioni d’Italia hanno aderito all’iniziativa dedicata a mamme, donne in gravidanza e giovani che pianificano una maternità.
Il progetto prevede la raccolta dei dati ematici, la loro aggregazione e l’analisi da parte di un team di epidemiologi di fama internazionale. È strutturata in tre giorni, dei quali l’ultima data è prevista per il 30 giugno con posti ancora disponibili.
Recentemente, l’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche (ECHA) ha ufficialmente classificato il TFA come tossico per la riproduzione basandosi su prove scientifiche emerse da studi di laboratorio.
A caccia di Pfas e altre sostanze nocive alla fertilità: se in Italia non è possibile
Perché questa iniziativa? La politica vicentina spiega che in questo modo si cerca di sopperire a una grave mancanza del sistema sanitario italiano, ovvero l’impossibilità di accedere gratuitamente a esami specifici per rilevare la presenza di queste sostanze nel sangue.
Farlo nel nostro Paese, ha spiegato Cristina Guarda, è quasi impossibile e comunque molto costoso se non si è residenti nelle cosiddette “zone rosse“. In Italia non ci sono laboratori che fanno questo tipo di analisi a tutti, sono gratuite o a pagamento solo per chi è sottoposto al biomonitoraggio.
“Trovo assurdo che un’europarlamentare debba organizzare dei voli per consentire ai cittadini di fare un esame che dovrebbe essere di libero accesso“, ha detto la Guarda.
“L’obiettivo politico dell’operazione dei voli per Bruxelles – ha spiegato l’europarlamentare di Europa Verde – è costringere le istituzioni nazionali e regionali a prendersi carico della situazione sanitaria della popolazione esposta, seguendo le linee guida internazionali come quelle dell’Accademia delle Scienze Americana (NASEM), che stabiliscono protocolli clinici rigidi per chi presenta valori superiori agli 8 nanogrammi di PFAS nel sangue. È inutile fare propaganda sulla natalità e sulla famiglia se poi si lasciano le madri e le donne in un territorio ostile alla vita e alla salute dei propri figli”, ha concluso l’eurodeputata vicentina.
































