
Obblighi e conseguenti responsabilità per Direttori e Responsabili delle Unità Operative dell’Ulss 8 in caso di aggressioni al personale sanitario.
È questo l’aspetto saliente del nuovo regolamento adottato dall’azienda sanitaria vicentina con delibera del direttore generale Peter Assembergs di fine luglio, Secondo Massimiliano Zaramella, presidente del Consiglio comunale di Vicenza, con delega a Salute e Benessere, oltre che chirurgo vascolare del San Bortolo.
Quello odierno, è un intervento di approfondimento sull’atto, dopo una prima analisi sommaria fatta nei giorni scorsi (leggi qui) e nel quale il medico e amministratore comunale aveva già espresso un parere molto positivo sul documento.
Aggressioni al personale sanitario dell’Ulss 8: l’importanza dell’obbligo per la dirigenza di denunciare
“Particolarmente significativa – dichiara Zaramella – è la scelta di attribuire un ruolo centrale ai Direttori e ai Responsabili delle Unità Operative. Il regolamento individua infatti in queste figure i principali destinatari dell’obbligo di denuncia nei casi previsti dalla legge, attribuendo loro una responsabilità ed un obbligo che non non soltanto organizzativi ma anche giuridici. La tutela degli operatori diventa così un preciso dovere dell’organizzazione sanitaria e non può essere demandata esclusivamente all’iniziativa del singolo lavoratore”.
Stando al nuovo regolamento – è da sottolineare – una eventuale mancata denuncia a seguito di una aggressione a danno dei lavoratori tra le corsie comporterebbe una omissione da parte dei soggetti ritenuti, come detto, principali destinatari dell’obbligo.
Va inoltre tenuto in conto il fatto che il nuovo regolamento non impedisce, come avveniva in precedenza, che sai il lavoratore stesso a presentare autonomamente esposti, denunce o querele a titolo personale nei confronti dell’aggressore o di eventuali corresponsabili.
“La responsabilità dell’organizzazione e il diritto del singolo di tutelarsi sul piano giudiziario sono quindi due piani distinti e complementari”, sottolinea Zaramella che poi ribadisce: “Apprezzo molto la scelta di estendere la tutela a tutta la comunità professionale coinvolta nella presa in carico socio-sanitaria della persona, comprendendo non solo il personale dipendente, ma anche specializzandi, tirocinanti e tutti coloro che operano, a diverso titolo, nei percorsi assistenziali. È un segnale importante di attenzione verso tutte le professioni che concorrono quotidianamente alla cura dei cittadini”, conclude il medico del San Bortolo e presidente del Consiglio comunale di Vicenza.







































