Piazza Mattej, l’ex foro romano di Formia

Piazza mattej negli anni '50.
Via Vitruvio e Piazza Mattej con in vista la Concessionaria Forte e il Bar D'Elia - 1956 Ph: Collezione Simone Trano.

A pochi passi dalla Villa Comunale Umberto I, a Formia, si apre uno slargo con un nome curioso: Piazza Pittore Mattei. Non tutti sanno che, in realtà, la toponomastica originaria di quello che – un tempo – è stato l’antico foro romano della città, sarebbe Piazza P. Mattej: l’intitolazione è al pittore e archeologo formiano Pasquale Mattej vissuto nell’Ottocento ma, per qualche errore reiterato nel corso degli anni, l’iniziale di “Pasquale” si è trasformata in quella di “Pittore” e quella “j” finale del cognome ha preso le sembianze di una “i”. Uno scherzo del destino piuttosto bizzarro, considerando il fatto che riguarda proprio la memoria di un uomo che si è occupato di archeologia e studi biografici.

Poliorama Pittoresco (vol.1,p.401) - parte di articolo scritto e illustrato da Pasquale Mattej.
Poliorama Pittoresco (vol.1,p.401) – parte di articolo scritto e illustrato da Pasquale Mattej. Fonte: Google Libri.

Chi era Pasquale Mattej? – Pasquale de baroni Mattej (spesso ritrovato anche come Pasquale Mattei), è nato a Formia nel 1813 ed è stato attivo partecipante della Scuola di Posillipo – e, quindi, della pittura di paesaggio – sia in veste di pittore che di storiografo. È stato un uomo di cultura a tutto tondo interessandosi, tra le altre cose, di giornalismo e archeologia, di letteratura e società filarmoniche. Ha studiato il neoclassicismo e ne ha rotto gli argini dipingendo scene popolari di folla, eventi storici, feste, processioni e cronache – esponendo anche alle biennali borboniche -, spostandosi anche sul piano del disegno (insieme all’attività di pubblicista) per diverse riviste.

Ma è il suo lavoro storiografico e pittorico a livello locale che ha regalato agli studiosi tantissimo materiale utile per la ricostruzione della topografia di Formia e delle usanze delle isole di Ponza e Ventotene. Manoscritti preziosi che sono diventati vere e proprie testimonianze dirette del basso Lazio di quell’epoca.

Dal dopoguerra ad oggi – Che il nome della piazza abbia subito qualche “cambiamento” nel corso del tempo è evidente dal fatto che, nei suoi pressi, sorge l’Istituto Comprensivo Pasquale Mattej che celebra in maniera corretta il nome dell’artista.

Piazza Mattej ha risentito moltissimo dei disastri della guerra, letteralmente “desertificandosi” durante il secondo conflitto mondiale e ritrovando alcune attività commerciali e artigianali soltanto successivamente: in particolare, una concessionaria (la prima FIAT formiana del dopoguerra), il Bar D’Elia, destinato a diventare simbolo della piazza, e la casa/laboratorio di Mastupeppe ‘o pittore, un artigiano che decorava a mano i cartelloni stradali del Comune e insegne e teloni per il Pastificio Aprea, nonché targhe di auto, bici e moto. Antichi mestieri, verrebbe da dire, considerando il fatto che quella maestria nel riprodurre le raffinate scritture “con ombra” in stampatello che lo resero richiestissimo al suo tempo, vennero soppiantate dagli adesivi e da tutto quello che è stato in grado di produrre il boom del progresso tecnologico cominciato negli anni seguenti. Molti rammentano ancora Mastupeppe (Giuseppe De Crescenzo) gironzolare per Formia su una vecchia e malandata bicicletta; il suo mezzo di trasporto preferito. Come ricordato nel blog di Raffaele Capolino, i suoi figli sono Alfredo e Severino De Crescenzo, ancora oggi molto conosciuti nel settore carrozzeria-auto.

Piazza Mattej nel dopoguerra.
Piazza Mattej nel dopoguerra. Photo credits: dal blog di Raffaele Capolino.
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