Processo d’appello BPVi contro ex amministratori e dirigenti: BPVi in Lca esce dal procedimento, udienze entro 22 giugno per evitare prescrizione

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Aula bunker a Mestre per processo BPVi di I° grado
Aula bunker a Mestre per processo BPVi di I° grado
"Banca Popolare di Vicenza. La cronaca del processo", col patrocinio di Adusbef
“Banca Popolare di Vicenza. La cronaca del processo”, col patrocinio di Adusbef

Ai nastri di partenza il processo contro ex amministratori e dirigenti della fu Banca Popolare di Vicenza, dopo la sentenza del tribunale berico (117 udienze da  noi seguite e il libro/documento “Banca Popolare di Vicenza. La cronaca del processo” sempre da noi pubblicato, ndd) che ha visto la condanna di uno degli ex componenti del board della banca, il presidente Zonin, di tre dirigenti (Giustini, Piazzetta e Marin), della BPVi in LCA, come responsabile amministrativa, e l’assoluzione di Zigliotto, membro storico del Cda, e del responsabile del bilancio, Pellegrini (qui tutte le udienze del processo d’appello, ndr).

Il giorno 22 Aprile 2022 a Mestre nell’aula bunker in Via delle Messi è cominciato, infatti, il secondo round del maxi processo, quello in grado d’appello.

Fuori dall’aula un folto drappello di risparmiatori con striscioni e bandiere per ricordare il dramma vissuto da migliaia di famiglie, il 40% circa delle quali venete, di fatto spogliate dei loro risparmi.

All’interno, invece, la metà dell’aula è occupata dai difensori degli imputati e delle parti civili. Il sistema di prenotazione predisposto dalla Corte Veneziana, però, funziona bene ,i difensori, indossata la toga, prendono posto, davanti ci sono le difese degli imputati dietro le difese delle parti civili, alle spalle il pubblico, entrato nel frattempo.

Si comincia intorno alle 10. Spicca fra tutti la presenza dell’ex Presidente Zonin che prende posto al fianco del suo difensore, il prof. Ambrosetti, mentre il Presidente della Corte, Francesco Giuliano (giudici Alberta Beccaro e David Calabria), comincia il lungo appello di difensori e imputati davanti alla procura generale rappresentata dal sostituto Alessandro Severi, già pm a Vicenza, affiancato da Paola Cameran e con, a supporto, i pm vicentini, Luigi Salvadori e Gianni Pipeschi,

Al termine, la difesa di BPVI in LCA eccepisce il giudicato e chiede l’estromissione dal giudizio e, dopo circa mezz’ora di sala di consiglio, il collegio accoglie l’eccezione della parte Responsabile civile che non sarà più parte del processo.

Quindi viene indicato un fitto calendario di udienze, che, anche se diluite a fronte di quello previsto inizialmente ma con procedure che le renderanno più “esaustive”: cominciate il 22 aprile termineranno il 22 giugno, poiché il collegio ben comprende le esigenze di celerità legate al rischio prescrizione e intende impegnarsi al massimo delle sue possibilità.

Le questioni da discutere sono molte, a cominciare dalle richieste di rinnovazioni istruttorie, sia la Procura che le difese vogliono ascoltare nuovamente alcuni testi e a tal proposito l’accusa deposita subito la sua lista testimoni e la difesa Zonin una memoria istruttoria.

Si dovranno poi discutere nuovamente eccezioni di incompetenza territoriale e di nullità.

La relazione del Giudice relatore è già predisposta in forma scritta. Consultate le difese viene deciso il prosieguo del processo il giorno 16 Maggio per le istanze istruttorie, non si darà luogo alla lettura della relazione che verrà pubblicata sul sito della Corte da lunedì 25 Aprile.

Infine si accoglie l’istanza di alcune difese di poter seguire il Processo d’appello BPVi sulla piattaforma Teams, per agevolare chi viene da lontano e intende solo assistere senza intervenire.

Chiusa l’udienza intorno alle 13.30 tutti si allontanano, le attese sono molte ma tanti i dubbi e le incognite: le confische pesano come un macigno ma la solvibilità degli imputati  non è certo di buon auspicio per i risparmiatori, la prescrizione è, comunque, un rischio concreto tra Appello e Cassazione, molti dei clamori dei primi momenti si sono assopiti, nonostante la presenza di operatori della televisione e della stampa.

Sembra dominare l’incertezza e il timore che al di là dell’impegno degli operatori della giustizia, che è innegabile, ai risparmiatori alla fine verrà in tasca molto poco.

O, peggio, nulla.