
Spesso ci si lamenta che i giovani siano poco coinvolti in ciò che avviene nella loro città o poco interessati agli eventi culturali. “Professionale Culturale” rovescia questa idea, offrendo ai ragazzi delle scuole superiori la possibilità di ideare, progettare e organizzare – dal punto di vista creativo e poi pratico – un festival.
L’annuncio del progetto è stato fatto questa mattina negli spazi de La Centrale – luogo dove il festival prenderà vita il 3 e 4 giugno 2027 – dagli assessori comunali Leonardo Nicolai, delegato alle politiche giovanili, e Ilaria Fantin, assessore alla cultura, insieme a Valentina Fin di Bucce Studio e al preside di Engim Silvio Buson, alla presenza dei 59 studenti che verranno coinvolti nell’organizzazione.
Il nome definitivo del festival, la sua identità visiva e il programma saranno sviluppati nei prossimi mesi dagli studenti, affiancati da docenti e professionisti del settore culturale; per ora Leonardo Nicolai, assessore alle politiche giovanili ha voluto ribattezzarlo «Festival delle cose che non accadono spesso». Perché in effetti non è frequente vedere la sala di una conferenza stampa piena di ragazzi giovani che avranno la possibilità di “fare le cose per davvero”.
Dalla grafica agli impianti elettrici: ogni classe avrà un ruolo in Professionale Culturale
L’aspetto più interessante di “Professionale Culturale” è il collegamento tra le competenze acquisite a scuola e il fatto di utilizzarle in modo concreto per realizzare un evento pubblico, come ha sottolineato il preside dell’Engim, Silvio Buson.
I 59 partecipanti provengono da tre classi quarte: 20 studenti della 4A, indirizzo agricolo, 20 della 4G, indirizzo grafico-multimediale, e 19 della 4EM, indirizzo elettrico; si tratta di ragazzi che quest’anno concorreranno al diploma tecnico-professionale, ma che già dalla seconda superiore hanno svolto attività di stage nelle aziende.
Ogni gruppo contribuirà secondo la propria specializzazione, gli studenti dell’indirizzo agricolo lavoreranno agli allestimenti verdi, alla sostenibilità dei materiali e al loro riutilizzo. Quelli dell’indirizzo elettrico affiancheranno i professionisti nella progettazione dell’illuminazione e negli allestimenti tecnici, sotto supervisione. Infine, i ragazzi dell’indirizzo grafico-multimediale si occuperanno dell’identità visiva, dei materiali promozionali, dei contenuti per i social network e della documentazione dell’evento.
Il percorso comprenderà incontri collettivi, workshop e uscite didattiche, tra cui la partecipazione alla lectio-spettacolo “Viaggio al centro del Teatro” di Gianfranco Spigolon Meneguzzo, dedicata alla scoperta dei mestieri dello spettacolo, che si svolgerà il 24 novembre 2026 al Teatro Comunale di Vicenza.
Un festival a Vicenza organizzato dagli studenti: il tema sarà “Moda e lifestyle”
A scegliere il tema del festival sono stati gli stessi studenti, durante il primo incontro collettivo del 1° ottobre.
I ragazzi hanno iniziato a confrontarsi su cosa significhi organizzare un evento culturale e sulle attività che vorrebbero proporre ai propri coetanei. Quattro gli ambiti inizialmente individuati: benessere di mente e corpo, ambiente e sostenibilità, scienza e nuove tecnologie, moda e lifestyle. La scelta è ricaduta su “Moda e lifestyle”, che diventerà il filo conduttore dell’evento.
Il dato sorprendente: il 73% non ha mai partecipato a un festival a Vicenza
Il progetto nasce anche dalla volontà di avvicinare i giovani alle opportunità culturali della città, per questo stamattina erano presenti i due assessori alle politiche giovanili e alla cultura.
Un dato interessante è che dei presenti nessuno era mai entrato alla Centrale, solo un ragazzo ne ha visitato gli esterni perché vive nel quartiere San Bortolo. Nicolai ha brevemente riassunto la storia dell’edificio, ricordandone l’origine industriale e il successivo percorso “dal basso” che ha portato la città a riprendersi lo spazio. L’assessore ha inoltre evidenziato la possibilità, durante i workshop che si terranno, di organizzare anche un appuntamento in cui raccontare la storia della Ex Centrale del latte agli studenti.
Nella prima fase, avviata già a inizio settembre, sono stati sottoposti ai ragazzi alcuni questionari: un primo questionario, al quale hanno risposto 44 studenti, ha evidenziato un dato significativo, 32 ragazzi, circa il 73%, dichiarano di non aver mai partecipato a un festival a Vicenza. Sono invece 23 quelli che affermano di non aver mai preso parte a un festival in assoluto. I risultati, pur riferiti soltanto al gruppo intervistato, hanno contribuito a orientare il percorso.
Dalle risposte è emerso inoltre il desiderio di vivere un evento che sia soprattutto un’occasione di socialità: 14 studenti immaginano un’atmosfera energica, con musica e balli, mentre nove vorrebbero uno spazio inclusivo nel quale potersi esprimere senza sentirsi giudicati. Altri indicano la preferenza per ambienti rilassati, attività interattive e allestimenti particolarmente curati.
La musica occupa un ruolo centrale tra le attività che gli studenti vorrebbero inserire nel programma. Accanto ai concerti, sono emerse proposte legate a proiezioni, danza e mostre. Tra le attività più richieste figurano incontri con esperti e ospiti e contest musicali e artistici, entrambi con 19 indicazioni, seguiti dai laboratori pratici, con 18 preferenze, e dalle attività sportive, con 16.
L’obiettivo è costruire un evento capace di rispecchiare gli interessi dei giovani, coinvolgendoli direttamente anche nelle decisioni artistiche e organizzative.
Un’esperienza multidisciplinare che può diventare una professione
L’assessore alla cultura Ilaria Fantin ha evidenziato il carattere multidisciplinare dell’iniziativa: «Al giorno d’oggi gli eventi culturali si costruiscono mettendo insieme professionalità diverse», ricordando come il coinvolgimento degli indirizzi agricolo, grafico-multimediale ed elettrico permetta di valorizzare competenze differenti. Un’esperienza similare è avvenuta per il recupero dell’Olimpichetto che, oltre agli studenti dell’indirizzo di restauro proprio della scuola di Engim, ha coinvolto una squadra composta da numerosi giovani professionisti.
Per Valentina Fin di Bucce Studio, il progetto vuole ampliare l’accesso alle opportunità culturali e contrastare la povertà educativa attraverso un’esperienza concreta: «Partecipare alle scelte artistiche, organizzare le attività, curare gli spazi e raccontare l’evento diventeranno occasioni per sviluppare capacità di collaborazione, autonomia, comunicazione e organizzazione», ha spiegato.
Appuntamento il 3 e 4 giugno 2027 a La Centrale
Il risultato finale del percorso sarà un festival aperto alla cittadinanza, con particolare attenzione al pubblico giovanile.
L’iniziativa è promossa da Bucce Studio Società Cooperativa – Impresa Sociale, insieme a Engim Veneto, con il sostegno di Fondazione Cariverona nell’ambito del bando “Sport e Cultura per l’inclusione” 2026 e il patrocinio del Comune di Vicenza.
La formazione coinvolgerà anche docenti e operatori culturali, con il contributo di diverse realtà del territorio, tra cui Cosmo Società Cooperativa Sociale, La Foresta – Accademia di comunità, Carpaneda Ecofestival, Operaestate Festival Veneto e Il Sesto Cerchio, Arci Servizio Civile Vicenza, Patronato Leone XIII Società Cooperativa e Associazione Culturale Bacàn.
Per i 59 ragazzi di Engim, il festival rappresenterà non soltanto un’occasione per partecipare in prima persona alla vita culturale della città, ma soprattutto un’esperienza professionale concreta, con la costruzione dall’inizio alla fine di un evento destinato a un pubblico reale.





































