Cancellato il murale di Angela Albera e Carlo Stratta: “celebrava” la storia del Comitato Ex Centrale del latte e la ventennale lotta del quartiere

L'opera, frutto di un lungo lavoro, era stata avviata il 13 luglio 2024, giorno dell'inaugurazione del nuovo edificio di via Medici. Ora la ricorda solo il libro "Vicenza, un luogo centrale"

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Ex Centrale del Latte

Era il 6 ottobre 2012 quando una delegazione di circa 15 persone – in rappresentanza del Coordinamento dei Comitati Cittadini che lottava dal 2004 per la restituzione della Ex Centrale del latte di Vicenza al quartiere San Bortolo – entrò nell’area per verificare lo stato dei lavori di caratterizzazione e invitare il sindaco di allora Achille Variati a un’accelerazione. In quell’occasione, durante la celebrazione della Festa della Comunità della parrocchia del Cuore Immacolato di Maria (noto anche come CIM), Angela Albera (figlia di Giancarlo, storico portavoce del Comitato) dipingeva un prato verde e una scritta sul muro perimetrale esterno che guardava via Giacomo Medici: “Il verde per ora dobbiamo immaginarlo…”.

Ex Centrale del Latte: via il murale di Angela Albera e Carlo Stratta

Dodici anni dopo, in occasione dell’inaugurazione ufficiale della nuova struttura, il 13 luglio 2024, Angela Albera e Carlo Stratta hanno lavorato – con il supporto di chi in quella giornata voleva contribuire artisticamente – per la realizzazione di un murale su un muro perimetrale ad est, in un’area di circa 70 metri quadrati. L’opera visiva, attraverso la frase “Oggi il verde possiamo viverlo” richiamava non solo il precedente disegno sul muro abbattuto, ma anche l’impegno profuso dal quartiere, a partire dal 2004 per ottenere la demolizione, il rifacimento e la restituzione alla cittadinanza dell’Ex Centrale del latte.

Peccato che ora quel murale sia scomparso.

ex centrale del latte
Il muro della Ex Centrale del latte dipinto da Angela Albera e Carlo Stratta

Angela Albera se n’è accorta per caso, passando in bicicletta lo scorso 1°giugno, all’indomani della festa di conclusione dei sei mesi di usi temporanei legati alla open call “Attiva la Centrale”. Sul momento, un attacco di panico e il pensiero che fossero passati dei vandali notturni, “qualcuno che poteva anche avercela con noi dato che c’erano le nostre firme”. 

La telefonata subito fatta all’assessore alle politiche giovanili Leonardo Nicolai – che si sta occupando delle attività legate alla struttura – ha chiarito i dubbi: non sono stati dei teppisti, ma tutto nasce da uno sbaglio, a quanto pare.

Nicolai, interpellato, conferma che “si è trattato di uno spiacevolissimo errore” e di aver bloccato i tre artisti – chiamati attraverso una jam session per coprire i muri grezzi – prima che realizzassero anche il graffito vero e proprio sul fondale preparatorio dipinto. I tre non avrebbero dunque rispettato l’area che gli era stata indicata per le opere di street art. “Stiamo cercando una soluzione, perché ero stato proprio io, assieme all’assessore Selmo, a farmi promotore del murale precedente con Angela e Carlo” dichiara l’assessore.

Angela Albera non lamenta solamente la mancata comunicazione della cancellazione “erronea” del murale e le scuse successive mai arrivate, ma anche la mancata valorizzazione dell’opera in precedenza. Il murale dedicato al quartiere non è mai stato effettivamente inaugurato con un taglio del nastro istituzionale – la presentazione del lavoro finale è avvenuta il 6 ottobre 2024 durante l’annuale Festa della Comunità -. L’apposizione di una targhetta, come si fa effettivamente con le opere d’arte, avrebbe forse evitato quanto è successo.

Angela e Carlo si dicono “sconvolti” per la superficialità con cui è stato trattato il caso. Non solo per l’opera in sé, frutto di un lavoro di oltre 60 ore, ma soprattutto per il significato del murale. “Dedicato a chi si impegna per il bene comune” c’era scritto, ovvero a tutte quelle persone che hanno lottato negli anni attraverso assemblee, lettere e iniziative – della storia ne abbiamo parlato nel libro Vicenza un luogo centrale” (di Giovanni Coviello con Serena Balbo) – per abbattere il muro della Ex Centrale del latte, per l’avvio dei lavori di bonifica e demolizione, e poi per la ricostruzione e riconsegna al quartiere San Bortolo.

Murale Angela Albera Carlo Stratta
“Dedicato a chi si impegna per il bene comune”…

“Mi è stato chiesto di rifare il murale, ma ora è presto. È per noi quasi un lutto da rielaborare. E poi serve pensare a un progetto, spiegare ai ragazzi la storia che quel luogo racconta, non mettere assieme tre persone a caso per dipingere. Io non sono contro la street art, anzi ne sono un’ammiratrice, ma questo non è il modo” afferma Albera.

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La scritta di Angela Albera nel 2012 sul muro di cinta successivamente abbattuto

Un fatto è certo: se il danno ormai è fatto, sarebbe utile che la storia del luogo e dell’impegno dei cittadini di San Bortolo venisse raccontata ai visitatori e frequentatori, e valorizzata, in vista dell’affidamento prossimo a un gestore per 5 anni, e anche data “l’identità della Centrale come presidio culturale e luogo di aggregazione aperto alle nuove generazioni, al quartiere e all’intera città“, come dichiarato dal Comune di Vicenza. 

Intanto foto e storia sul nostro libro ci sono ancora…