Prostituzione, a Vicenza duro colpo al racket. Questore Antonino Messineo: per sfruttamento e favoreggiamento 8 arresti e 7 individuati per ora in fuga

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il questore di Vicenza Messineo illustra operazione anti sfruttamento prostituzione
il questore di Vicenza Messineo illustra operazione anti sfruttamento prostituzione

“A noi non interessa l’operazione spot, noi vogliamo fornire all’autorità giudiziaria elementi affinché i criminali possano essere condannati e rimanere in galera”. Con queste parole il questore di Vicenza Antonino Messineo assieme al dirigente della squadra mobile ha commentato e illustrato questa mattina l’operazione avvenuta nella notte contro il racket della prostituzione a seguito delle indagini preliminari della procura.

Otto persone nella notte sono state tratte in arresto nelle loro case, dove c’erano anche le ragazze, senza opporre resistenza, e poi condotte in carcere, sette a Vicenza, la donna  nel carcere con sezione femminile di Verona, con l’accusa di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

Altre sette, destinatarie del provvedimento di fermo da parte della procura, sono in fuga. Si tratta di un duro colpo al racket; un’operazione che di fatto ha smantellato un’associazione a delinquere attiva da anni sul territorio, in particolare, in città, tra viale Verona e Ponte Alto, in cui c’erano dei ruoli ben definiti: un capo, individuato nel cittadino romeno M.C., un vice capo donna, quattro autisti, di cui due vicentini.

Le indagini, iniziate nel periodo di restrizioni Covid tramite il controllo sul territorio, hanno permesso di ricostruire le identità e i ruoli dei membri dell’associazione a delinquere che operava a Vicenza, sia in città che in provincia, ma anche fuori regione a seconda delle richieste dei clienti e che costringeva alla prostituzione su più livelli, in strada, tramite annunci online, a domicilio dei clienti o in appositi appartamenti, giovani donne dai 18 ai 30 anni. Le donne erano costrette a prostituirsi tramite vessazioni di vario genere. In un caso una di loro voleva ribellarsi e per punizione è stata chiusa fuori casa.