Pasqua in Abruzzo: gli eventi, le processioni e le rievocazioni della Settimana Santa e della Domenica

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Il rito della "Madonna che scappa in piazza" di Sulmona, nel lontano 1905 (Foto FB: Meraviglie d'Abruzzo)

La Settimana Santa, ovvero i sette giorni che precedono la Pasqua, costituisce un momento di grande importanza per i fedeli cristiani e non solo. Il racconto biblico, a volte mischiato a elementi folkloristici locali, ha dato vita a importanti tradizioni religiose e popolari, tanto in Italia, quanto nel resto del mondo. Andiamo a scoprire alcuni tra i più caratteristici eventi della Settimana Santa e della Pasqua in Abruzzo.

Il calendario degli eventi della Settimana Santa (e non solo) abruzzese è estremamente ricco, a partire dalla Domenica delle Palme, fino al martedì dopo Pasqua. In molte città sono presenti dei riti simili, che hanno luogo a volte in giorni e con modalità diverse. Si offre qui un piccolo “assaggio” di quello che la Pasqua rappresenta per le comunità abruzzesi.

La Pasqua in Abruzzo e i riti del Giovedì Santo

A Lanciano, in provincia di Chieti, ha luogo una solenne processione, conosciuta come “la Processione degli Incappucciati”. L’idea è quella di vivere una penitenza, ricordando il tradimento ai danni di Gesù. Per questo motivo, i confratelli della Confraternita San Filippo Neri sfilano con dei costumi neri, i volti ricoperti da cappucci, ed esibiscono al collo dei medaglioni con simboli che richiamano la morte.

Il centro storico è illuminato dalle sole fiaccole dei confratelli, che accompagnano il “Cireneo”, così chiamato in ricordo di Simone di Cirene, che aiutò Gesù a portare la croce sul Golgota. Questo personaggio cammina scalzo per tutta la durata della processione, portando sulle sue spalle la croce. Inoltre, è curioso sapere che è interpretato da un confratello scelto annualmente dal Priore della Confraternita, e che solo quest’ultimo ne conosce l’identità.

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La Processione degli Incappucciati di Lanciano (Foto FB: Weekend Abruzzo)

Le Processioni del Venerdì Santo

A Scanno, in provincia dell’Aquila, ha luogo un evento omonimo a quello di Lanciano, ma che assume diverse caratteristiche. I confratelli della Confraternita della Madonna delle Grazie sfilano con dei cappucci bianchi; inoltre, la rappresentazione sacra si svolge di giorno, la mattina del venerdì.

A Teramo, nelle prime ore della mattina del Venerdì Santo, ha luogo la tradizionale “Desolata“. La Processione ha come protagonista la Madonna, la cui statua guida il corteo. “Desolata” si riferisce proprio alla Vergine, che vaga per le strade della città alla ricerca del figlio, accompagnata da generazioni e generazioni di teramani, che celebrano il dolore della madre di Gesù dal XIII secolo.

La rappresentazione sacra del Venerdì Santo assume dei notevoli pregi anche a L’Aquila, con la processione del Cristo Morto. Il corteo, che parte dalla suggestiva chiesa di San Bernardino, vede non solo una grandissima partecipazione popolare, ma anche una importante valenza artistica. I simulacri che accompagnano la processione sono infatti opera dell’artista Remo Brindisi.

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La Processione degli Incappucciati a Scanno (Foto FB: Enzo Gentile)

Sabato Santo a Barrea: La Passione Vivente

Barrea è un paesino in provincia dell’Aquila, dove ogni anno, il Sabato Santo, si svolge una suggestiva rappresentazione. Il soggetto della “Passione Vivente” sono gli ultimi momenti di vita di Gesù, dall’ingresso a Gerusalemme alla morte in croce. La tradizione è relativamente recente, avendo visto la sua prima edizione nel 1987, ma è già entrata nel cuore degli abitanti del paese. E così, per un giorno, Barrea si trasforma nella Gerusalemme del I secolo d.C., e gli abitanti stessi mettono in scena la commovente rievocazione, ogni anno diversa, rivisitata e migliorata.

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Una croce del “set” della Passione Vivente, con vista sul Lago di Barrea (foto FB: Passione Vivente di Barrea -AQ)

La Domenica di Pasqua in Abruzzo: la “Madonna che scappa” di Sulmona

A Sulmona, in provincia dell’Aquila, nella domenica di Pasqua ha luogo una commovente rappresentazione sacra conosciuta come “La Madonna che scappa in piazza” (foto in copertina di questo articolo). All’estremità della piazza centrale, dove sorge la chiesa di San Filippo, è posto il simulacro del Cristo risorto. La statua della Vergine, vestita a lutto, è chiusa nella chiesa. Quando San Pietro e San Giovanni bussano al portone, impazienti di comunicarle che suo figlio è risorto, la Madonna, inizialmente, non risponde. Al terzo tentativo, la porta si apre. I portantini conducono quindi fuori la statua, coperta da un velo nero, fino al centro della piazza. A questo punto, la Madonna “riconosce” il figlio: il velo sulla sua testa cade, e i portantini iniziano a correre il più veloce possibile verso la statua di Gesù, come farebbe una madre che corre verso il figlio che credeva perduto.