Proseguono le iniziative di “FabricAltra”, percorso di rigenerazione culturale urbana che ha accompagnato la celebrazione dei 200 anni dalla costituzione della Lanerossi, mirando a riportare l’edificio all’attenzione della comunità scledense. Prossimo appuntamento, il momento di dibattito pubblico in calendario venerdì 26 gennaio, dalle 16 alle 18, presso la sala Turbine del lanificio Conte di Schio (largo Fusinelle), che farà sintesi delle iniziative accogliendo opinioni e proposte dei cittadini e delle realtà associative del territorio. Il bicentenario diventa così l’occasione per esercitare non solo la memoria ma anche l’immaginazione, invitando la città alla partecipazione e al suggerimento di nuove identità per la Fabbrica.

Attraverso un processo partecipato e condiviso tra associazioni, professionisti, comunità e imprenditoria locale, si punta a individuare progettualità concrete e sostenibili per un riutilizzo della Fabbrica” commenta Fabrizio Panozzo, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, nonché ideatore e coordinatore scientifico di “FabricAltra”. L’incontro, aperto a tutti i cittadini, intende essere perciò uno spazio di proposta offerto agli attori locali sul futuro della Fabbrica, e vedrà intervenire il vicesindaco e assessore alla Cultura e ai Servizi educativi Roberto Polga e numerose associazioni, tra cui Ascom Schio, Csa Arcadia, centro culturale Elia Dalla Costa, Dedalofurioso, Italia Nostra, Line Festival, MegaHub, Rete musei Altovicentino, Studiofficina, Fabbrica del Giardino, ArteOltre.

FabricAltra” è anche incursioni artistiche e creatività: con “Deus Ex Fabrica”, progetto che ne rappresenta la fase conclusiva, l’arte e le nuove tecnologie diventano stimolo al ripensamento, al dialogo e all’interazione con l’edificio, ma soprattutto con le forze vive della comunità locale. Sono già numerosi gli artisti digitali, multimediali, sound artists, compositori che hanno risposto da tutto il mondo alla open call lanciata per “risvegliare” la Fabbrica Alta di Schio, trasformata dal collettivo D20, ideatore e curatore del progetto, in un imponente strumento sonoro e visivo. Dopo due settimane di sperimentazione in “residenza virtuale” – in cui i primi due artisti selezionati hanno interagito a distanza con la fabbrica tramite un’avanzata piattaforma tecnologica -, Juan Duarte (messicano, in collegamento da Berlino) e Ryan Carlile (tuttora in residenza virtuale dagli Usa) sono ora pronti per presentare al pubblico il proprio lavoro creativo sull’edificio, struttura simbolo del territorio e suggestivo esempio di architettura industriale. L’appuntamento è sempre per venerdì, dalle 18.30 alle 19.00: all’esterno della costruzione di via Pasubio sarà infatti possibile assistere alle partiture visive e sonore site specific, create da ognuno dei due artisti e dal Collettivo D20.
A seguire, fino alle 20.00, l’opportunità per il pubblico di sperimentare in prima persona e in modo semplice e intuitivo (tramite un tablet a disposizione) il dialogo possibile con la Fabbrica: ciascuno potrà illuminarla, azionare un carillon meccanico e farla risuonare; chiude la serata un aperitivo offerto ai partecipanti che vuole essere momento di incontro e di networking.

“FabricAltra” è un percorso promosso dal Comune di Schio insieme alla Fondazione Teatro Civico di Schio, con il coordinamento scientifico del Laboratorio di management dell’arte e della cultura dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Il progetto “Deus Ex Fabrica” proseguirà fino alla primavera: continua la valutazione delle candidature giunte in risposta alla call (scadenza: 10 febbraio) per selezionare gli altri artisti che saranno impegnati, un protagonista a settimana, in “interazioni a distanza” con le installazioni audio e video della Fabbrica. Da lunedì 29 gennaio a domenica 4 febbraio sarà la volta dello svedese Åke Parmerud, compositore, musicista, artista multimediale ben conosciuto in Europa e all’estero.

Per venerd’ 26 gennaio, l’appuntamento è alle 16 al lanificio Conte, con il dibattito aperto sul futuro della Fabbrica. Alle 18.30, alla Fabbrica Alta, le performance di due artisti internazionali  (da Messico e Usa) “risvegliano” l’edificio grazie all’arte e alle nuove tecnologie.