Scontri a Vicenza, Possamai condanna la violenza: «Manifestare è un diritto sacro»

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Condanna degli scontri a Vicenza, un manifestante tra fumo e petardi durante il corteo

Il sindaco interviene dopo le tensioni tra manifestanti e forze dell’ordine, difendendo la libertà di protesta ma respingendo petardi e condotte pericolose.

La condanna degli scontri a Vicenza arriva dal sindaco Giacomo Possamai dopo le tensioni avvenute durante il corteo del 30 ottobre. «Il diritto di manifestare, di esprimere il proprio dissenso e di far sentire la propria voce è un diritto fondamentale», afferma il primo cittadino nel comunicato diffuso dal Comune di Vicenza.

Possamai aggiunge però che quel diritto non può diventare una giustificazione per la violenza. Il riferimento è al lancio di petardi e fuochi d’artificio e ai comportamenti che hanno messo a rischio l’incolumità delle persone presenti lungo il percorso, compresi manifestanti, agenti e cittadini.

L’intervento si aggiunge alle diverse letture politiche del corteo di Vicenza e dell’uso di idranti e lacrimogeni. La presa di posizione del sindaco non entra nella ricostruzione operativa dei singoli episodi, ma fissa un confine tra dissenso legittimo e azioni pericolose.

Condanna degli scontri a Vicenza e vicinanza ai feriti

Il sindaco esprime vicinanza a tutte le persone rimaste ferite, agli agenti delle forze dell’ordine e a quanti hanno subito le conseguenze dei momenti di tensione. Le condizioni dei coinvolti e le eventuali responsabilità dovranno essere accertate attraverso le verifiche delle autorità competenti.

Secondo Possamai, la violenza non rafforza le idee e non dà maggiore forza alle ragioni di una protesta. Il messaggio cerca così di tenere insieme la tutela della libertà di espressione e il rispetto della sicurezza, delle istituzioni e della convivenza civile.

La giornata ha aperto un confronto anche sulle modalità di gestione dell’ordine pubblico. Le posizioni espresse dai soggetti politici restano differenti e richiedono di essere valutate insieme ai fatti documentati, senza confondere la partecipazione pacifica con i comportamenti individuali violenti.

La condanna degli scontri a Vicenza si conclude con un richiamo all’identità democratica della città: confronto e partecipazione devono poter convivere con il rispetto delle persone. L’auspicio è che le tensioni non oscurino le ragioni sociali della manifestazione né la necessità di accertare quanto accaduto.