Si fa (troppo) presto a dire donna. Lo sa bene Rossella Menegato, autrice e divulgatrice

Non solo perché c’è donna e donna: chi si limita a portare passivamente il suo stato anagrafico, chi la vede come una vocazione e chi, come la nostra intervistata, ne fa un fatto di anima e coscienza. Ma soprattutto perché, in tutto questo parlar di donne, non lo si fa ancora nel modo giusto

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Rossella Menegato
Rossella Menegato è una scheggia meravigliosamente impazzita, sempre in giro, impegnata di progetto in progetto

(articolo da VicenzaPiù Viva-L'Altra Vicenza n. 307sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr)

Vicentina doc, Rossella Menegato ama (e fa amare) la sua Vicenza. Penna brillante e mente ancor di più, è sì scrittrice sensibile, ma sponsorizza tutti i tipi di linguaggio, compresi quelli del corpo. Ecco perché dal suo indagare la vita e le persone (non solo le donne) escono, non come un fiume in piena ma piuttosto come un torrente limpido, mosso ma non arrabbiato, non solo libri, ma spettacoli teatrali, cortometraggi, dibattiti, serate a tema, tour guidati e chissà quali e quante novità ogni volta che incontra un nuovo ruscelletto.
Non la voglio chiamare attivista, perché ultimamente questo termine ha spesso assunto connotazioni urlanti ed estremiste, mentre lei è (e viene) in pace. È serena, nonostante un passato impegnativo sul piano della salute, che non mi chiede di tacere, ma che io censuro per rispetto. È sorridente, empatica, carica eppure pacata, come una barca che non conosce deriva ma che è sempre pronta a lasciare la comoda riva per salpare dove serve. Non attivista, ma attiva si, eccome. Perché il riconoscimento dei diritti passa attraverso la consapevolezza. Di chi siamo, di chi ci circonda, di quello che valiamo, di quello a cui possiamo ambire, delle emozioni e fragilità nostre come altrui…

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Grazie, Giovanni Coviello

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