Schio, IPAB La Casa: minoranze chiedono audizione dei sindacati, Vantin nega la nuova commissione

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Sindacati all’IPAB La Casa, il consigliere Gianmario Munari a Schio

A Schio quattro commissari di minoranza chiedono di ascoltare i sindacati sulla situazione dell’IPAB La Casa, ma il presidente Vantin nega la convocazione.

I sindacati all’IPAB La Casa sono al centro di una nuova richiesta avanzata da quattro componenti di minoranza della quarta Commissione consiliare Sociale di Schio. Gianmario Munari di Fratelli d’Italia afferma che lui, Giulia Andrian, Giovanna Deon e Anna Nardi hanno chiesto formalmente una seduta per ascoltare Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fp. Il sito del gruppo consiliare a Palazzo Garbin raccoglie le posizioni politiche della formazione locale; la ricostruzione della richiesta e del diniego resta attribuita a Munari, non essendo accompagnata dalla risposta integrale del presidente della commissione.

Il consigliere sostiene che il presidente Marco Vantin abbia negato la convocazione, ritenendo i temi indicati prevalentemente legati alla gestione del personale e alle relazioni interne dell’ente. La nuova presa di posizione segue il confronto già aperto sulle esternalizzazioni e sulle condizioni organizzative, affrontato anche nell’articolo dedicato alla precedente richiesta di chiarimenti sull’IPAB La Casa di Schio.

Sindacati all’IPAB La Casa, il confronto sulla nuova audizione

Secondo Munari, la commissione riunita a fine luglio aveva ascoltato il presidente dell’IPAB Giuseppe Sola e il direttore Marco Peruffo. I vertici, nella ricostruzione del consigliere, avrebbero illustrato problemi legati alla carenza strutturale di operatori sociosanitari, al ricambio del personale, alle ferie arretrate e alle scelte organizzative adottate, compresa l’esternalizzazione temporanea di alcuni nuclei.

I quattro commissari di minoranza hanno quindi invocato l’articolo 14 del regolamento comunale per chiedere un ulteriore passaggio con le rappresentanze dei lavoratori. La loro tesi è che ascoltare i sindacati non equivalga a trasferire in commissione una trattativa aziendale, ma permetta ai consiglieri di acquisire elementi aggiuntivi sulle condizioni di lavoro e sull’organizzazione del servizio.

Munari contesta nel merito il diniego attribuito a Vantin. A suo giudizio, dopo aver ascoltato la direzione dell’ente sulle difficoltà organizzative e sul personale, sarebbe coerente raccogliere anche il punto di vista delle organizzazioni sindacali. Il consigliere aggiunge che la richiesta è stata sottoscritta da quattro componenti su sette e ricorda che, al termine di una precedente seduta, lo stesso Sola avrebbe invitato la commissione a sentire le rappresentanze dei lavoratori. Anche quest’ultimo passaggio è riferito da Munari e non risulta accompagnato, nel materiale disponibile, da un verbale allegato.

La vicenda riguarda due livelli distinti. Il primo è procedurale e concerne i poteri della commissione, l’ammissibilità dell’audizione e la decisione del presidente. Il secondo è sostanziale e investe il personale, la continuità assistenziale e le esternalizzazioni nell’ente che assiste persone anziane. La nota della minoranza non contiene una replica di Vantin né una nuova relazione della direzione dell’IPAB; le rispettive ragioni dovranno quindi essere valutate quando saranno disponibili documenti o dichiarazioni dirette.

Per Munari, tuttavia, il percorso di approfondimento non può considerarsi concluso. La richiesta sui sindacati all’IPAB La Casa mantiene così aperto il confronto politico a Palazzo Garbin: da una parte la volontà delle minoranze di ampliare le audizioni, dall’altra il diniego del presidente della commissione così come ricostruito dai firmatari.