
Dopo la morte di un ventenne sul lavoro e la protesta di un operaio a Monticello Conte Otto, Rifondazione Comunista Vicenza chiede controlli più forti e uno stop ai subappalti a cascata.
Il tema del lavoro nel Vicentino torna al centro del confronto politico dopo due episodi distinti richiamati dalla federazione provinciale di Rifondazione Comunista: la morte di un lavoratore ventenne e la protesta di un operaio salito su una gru a Monticello Conte Otto per rivendicare, secondo quanto riferito, stipendi non pagati. Il partito collega le due vicende al sistema degli appalti, ma le sue conclusioni costituiscono una valutazione politica e non sostituiscono gli accertamenti sui singoli casi.
La nota arriva mentre la sicurezza e la regolarità dei rapporti di lavoro restano questioni particolarmente sensibili nel territorio. In precedenza, anche dopo un’altra tragedia che aveva coinvolto un giovane vicentino, erano state avanzate richieste di maggiori controlli e investimenti nella prevenzione.
Lavoro nel Vicentino, le richieste avanzate da Rifondazione
Rifondazione sostiene che il ricorso ai subappalti a cascata e la compressione dei costi possano indebolire tutele, sicurezza e regolarità delle retribuzioni. La segreteria provinciale parla di lavoro sommerso, ricatti e caporalato: accuse generali che il partito formula nel comunicato e che vanno quindi attribuite al soggetto politico, senza considerarle automaticamente provate nei casi citati.
Tra le proposte indicate figura anzitutto il ripristino di una responsabilità diretta delle aziende committenti lungo la catena degli appalti. Il partito chiede inoltre clausole sociali effettive e l’esclusione dagli appalti delle imprese che non rispettino i contratti, omettano il pagamento delle retribuzioni o violino le norme di sicurezza.
Un altro punto riguarda il rafforzamento dell’attività ispettiva. Rifondazione sollecita nuove assunzioni di ispettori del lavoro, controlli più capillari e sanzioni efficaci. Nella piattaforma compare anche la richiesta di introdurre una specifica fattispecie di omicidio sul lavoro, proposta che rientra nel dibattito politico nazionale.
La federazione vicentina invita infine lavoratori, sindacati e cittadini a costruire una mobilitazione comune. Il messaggio associa la tutela della vita nei luoghi produttivi al diritto di ricevere regolarmente il salario, due profili differenti ma accomunati, nella lettura del partito, dalla necessità di maggiori responsabilità e verifiche.
Per Rifondazione, dunque, il lavoro nel Vicentino non può essere raccontato soltanto attraverso gli indicatori economici del territorio. La priorità indicata è rendere strutturali prevenzione, vigilanza e rispetto dei contratti, mantenendo separata questa posizione politica dalla ricostruzione giudiziaria e amministrativa dei singoli episodi.







































